LA RICETTA DELLA FELICITA'

LA RICETTA DELLA FELICITA‭’ Quella mattina, Dulcinea, mi alzai dal letto come chi si alza da una tavola imbandita per il pranzo domenicale, senza però aver toccato cibo.‭ ‬Troppo nervoso ed inquieto per toccare cibo‭! Tanto‬ da abbandonare in fretta e furia la sconosciuta casa del convivio, e passeggiare per ore‭ ‬lungo le strade deserte del paese assopito per la siesta.
Chiedendomi (sempre nel sogno) se,‭ ‬nel frattempo,‭ la padrona di casa si fosse accorta della mia assenza‬ e ne provasse dispiacere, mentre mangiava uno dei magnifici dolci che le avevo portato per omaggiarla...
Che dolci erano..‭? Ma ha davvero importanza poi? Ma ora che ricordo...c‬e li hai presenti quei magnifici cannoli siciliani‭ ? ‬Quel delizioso involucro di pasta fritta e croccante,‭ ‬farcito con un ripieno di ricotta,‭ ‬gocce di cioccolato e cubetti di zucca candita..? Bene, immagina allora trenta cannoli a raggiera al centro di quella tavolata…Una tavola imbandita di ogni ben di Dio e trenta cannoli di ricotta a raggiera al centro della tavola,‭ ‬con la padrona di casa che somministrava agli amici la sua ricetta della felicità,‭ ‬contagiando tutti gli altri col suo sorriso‭  ‬e le sue risate.‭ ‬Tutti,‭ ‬tranne me,‭ ‬che vagabondavo da solo come un matto,‭ ‬in un paese deserto e ardente come un braciere,‭ ‬disperando di poterla rivedere,‭ ‬di potere parlare con lei.‭ ‬Così che il sogno,‭ ‬lungi dal sostituire il reale,‭ ‬lungi dal colmare,‭ ‬con le sue immagini fantastiche,‭ ‬il vuoto che la realtà produce nella mia vita,‭ ‬finiva per portare nel mio animo la medesima tristezza,‭ ‬la medesima solitudine dell’esistenza.‭  ‬Ma molto lentamente‭ (‬tanto somigliante esso era alla realtà‭), solo ‬dopo il caffè ed una doccia, mi resi conto che si era trattato di un sogno,‭ ‬che nulla dunque esisteva:‭ ‬né la passeggiata solitaria,‭ ‬nè la tavola bandita,‭ ‬né i cannoli,‭ ‬né‭  ‬la bella padrona di casa che cucinava per i suoi ospiti nel cucinino attiguo,‭ ‬e che ogni tanto appariva sulla soglia per rassicurare tutti.‭ ‬Ricordavo perfino il suo grembiule bianco da cuoca‭  ‬ed i capelli,‭ ‬girati a nido sulla nuca bruna,‭ ‬fermati con uno spillone di madreperla appartenuto alla nonna.‭ Ricordavo che la padrona di casa (tanto per cambiare) aveva le tue sembianze, Dulcinea, quel dolce viso che mi ha perduto.
‬Perché nonostante fosse già mattino ancora le immagini del sogno [...]

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