LA SCISSIONE DI RENZI NON C’È ANCORA MA NESSUNO LA SMENTISCE

L'ex rottamatore evoca una scissione nel Pd per formare una forza moderata.
Da quando è nato il Pd si parla di scissioni. Dapprima sembrava inevitabile che le due componenti, Ds e Margherita, si separassero per l’ingordigia dell’apparato ex comunista finché non si scoprì che gli ex di Botteghe Oscure erano mammolette spiantate da “democristianoni” come Dario Franceschini e soci.
Poi si è parlato di scissioni a sinistra. Una venne attuata con grande adesione di dirigenti importanti di periferia e il “battezzo” di Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani ma l’immediato confronto elettorale e la corsa dei parlamentari uscenti a farsi riconfermare spense questa ipotesi che è deperita come una pianta di basilico rinsecchita.
Oggi parliamo della scissione di Matteo Renzi dopo quella già avvenuta di Carlo Calenda, che è stato nel Pd cinque-sei minuti, e l’abbandono di un pensoso Matteo Richetti. La scissione di Renzi, che ancora non c’è ma che nessuno smentisce al punto che Teresa Bellanova d...

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