LA SFIDA

Fagioli scrive a Mattarella per chiedere aiuto allo stato contro il cattivo Telos.
Se non fosse vero, ci sarebbe da ridere, si scomoda un Presidente della Repubblica per contrastare le occupazioni di un centro sociale, come se la città fosse in mano a una banda di pericolosi delinquenti.
Certo per contrastare le occupazioni basterebbe che la città non fosse - piene - di spazi vuoti, abbandonati al degrado o lasciati inutilizzati in attesa di future speculazioni.
Il punto è tutto qui ed occorre essere in grado di dare risposte che vadano oltre lo stato di guerra permanente, oltre le lagne sull'impotenza e la lamentela delle scritte sui muri.
La risposta sta nel come utilizzare questi spazi.
Se ci sono persone senza un tetto sulla testa e contemporaneamente ci sono duemila appartamenti vuoti, una soluzione è doveroso trovarla, nel rispetto della legge, del buon senso e dei principi di solidarietà indispensabili ad una comunità.
Lo stesso vale per i necessari spazi  di socialità ad uso di giovani ed anziani e per qualsiasi altro uso.
Ci sono oggi strumenti legislativi che possono costringere i proprietari di aree e stabili inutilizzati da anni, con un evidente disinteresse all'utilizzo, a rendere provvisoriamente le loro vuote proprietà al servizio della collettività.
Perchè non cercare questo genere di soluzioni innovative, che antepongono gli interessi collettivi all'inerzia dei privati ?  Perchè non fare un serio censimento su tutte le case, i capannoni, le villette disabitate, su tutti i capannoni inutilizzati ? Perchè non iniziare a pensare a come porre fine a questo degrado ? Lo stesso discorso naturalmente occorre farlo per gli edifici di proprietà pubblica, la vecchia pretura (teatro dell'ultima occupazione), la vecchia sede della Mutua, le scuole dismesse come la ex Pizzigoni, la Biffi o la Regina Margherita, la Villa Gianetti, l'ex macello, ecc..
ecc..
tutte in modo diverso sono luoghi vuoti, sottoutilizzati o utilizzati male, occorre allora partire da questi stabili pubblici per rilanciare la questione spazi per la socialità e la cultura e magari anche per lo sport.
Ed allora indignamoci per tutti questi spazi vuoti, non per le occupazioni.
 

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