LA SFIDA DELLA RAGIONE

Il Papa con la kefiah donatagli nella visita al Centro ''Regina Pacis''.
di Marinella Bandini La sfida rilanciata “fermamente” da Benedetto XVI è quella di «coltivare il vasto potenziale della ragione umana».
Come lo spiega lui stesso: «Quando la ragione umana umilmente consente ad essere purificata dalla fede non è per nulla indebolita; anzi, è rafforzata nel resistere alla presunzione di andare oltre ai propri limiti» e «viene rinvigorita nell’impegno di perseguire il suo nobile scopo di servire l’umanità.
L’adesione genuina alla religione - lungi dal restringere le nostre menti - amplia gli orizzonti della comprensione umana».
La fede - ha detto il Papa - «non sopprime la ricerca della verità; al contrario l’incoraggia».
Una facile applicazione è il campo educativo.
In Terra Santa la Chiesa cattolica gestisce molte istituzioni scolastiche.
In paesi come la Giordania le scuole cattoliche sono quelle in cui più che altrove avviene una convivenza tra cristiani e musulmani.
Anche in Israele, dove il Papa sarà tra un paio di giorni.
Chi lavora in queste opere ripete che la via per la pace è la conoscenza, non quella astratta, non lo studio delle religioni, ma la condivisione della vita, gomito a gomito sui banchi di scuola, fianco a fianco nelle attività ricreative, studiando insieme le partiture musicali a Gerusalemme Est.
Su questo humus nascerà la prima università del Patriarcato latino in Giordania, a Madaba.
«Non soltanto una tribuna per consolidare l’adesione alla verità e ai valori di una specifica cultura, ma anche un luogo di comprensione e di dialogo» per «disperdere l’ignoranza e il pregiudizio», e «spezzare gli incantesimi creati da ideologie vecchie e nuove».
(continua...) Grazie a Tracce

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