LA SFIDA DI PANATTA

Dal Festival del Cinema 2009 - ROMA LA MAGLIETTA ROSSA  di Mimmo Calopresti - 2009 - 50'   ..."Politica e tennis entrarono in rotta di collisione nell'anno d'oro delle racchette italiane, il 1976.
La squadra azzurra era a un passo dalla Davis.
Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli avevano conquistato la finale battendo Polonia, Jugoslavia, Svezia, Inghilterra e Australia.
E l'occasione era ghiotta.
Dall'altra parte della rete avrebbero incontrato il Cile, team non all'altezza del nostro.
Ma bisognava andare a giocare a Santiago, in casa del dittatore Augusto Pinochet, nel pieno del suo regime.
E la politica, sinistra in testa, spingeva per boiccottare la finale, programmata per la seconda metà di dicembre.
Il dibattito, in breve, si incendiò.
Il Paese aveva tanti problemi - era stato l'anno del devastante terremoto in Friuli, dello scandalo Lockheed, il terrorismo era una costante e cupa emergenza - eppure la polemica sul viaggio in Sudamerica prese decisamente il sopravvento in quell'autunno.
Sul tema, il governo Andreotti tentennava.
Il Pci era molto critico.
I partiti di estrema sinistra nettamente contrari.
Coni e Federtennis, attendisti.
Ma il capitano Nicola Pietrangeli e i quattro tennisti non volevano assolutamente rinunciare.
Se ne faceva un gran parlare: in tv, alla radio.
Un gruppo di giovani arrivò ad occupare i locali della Federtennis urlando "Non si giocano volée con il boia Pinochet".
Cortei e cori presero di mira Panatta, reduce da una stagione felice in cui aveva conquistato, uno dietro l'altro, i due più importanti tornei del mondo su terra rossa: Roma, sconfiggendo l'argentino Guillermo Vilas; e Parigi, battendo l'americano Harold Solomon.
.." ..."Importante e determinante fu il ruolo di Enrico Berlinguer.
Il segretario del Pci fece arrivare un messaggio chiaro a quegli atleti improvvisamente travolti dalle polemiche.
Panatta la racconta così: "Era la base dell'estrema sinistra la più agitata.
Ascoltavo quelle urla e ci rimanevo male; non sono mai stato comunista, perché colpito dalle privazioni che subivano i miei colleghi dell'Est, ma sono sempre stato di sinistra, influenzato anche da mio nonno Luigi, che fu amico di Nenni.
Quei giovani che mi insultavano non conoscevano nulla di me e intanto non si sapeva ancora se avremmo disputato la finale.
Fu Ignazio Pirastu, al tempo responsabile della Commissione Sport del Pci, a farci arrivare l'inattesa notizia: per Berlinguer dovevamo andare in Cile.
E voleva lo sapessimo.
Per il segretario del Pci non sarebbe [...]

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