LA SINISTRA AL POTERE (seconda parte)

lunedì, 22 maggio 2006 L’Armata Brancaleone second edition Nel giorno della fiducia al governo Prodi, un lancio di agenzia su internet dava per incerti al Senato i voti dell’Italia dei Valori, i cui esponenti deploravano l’avvenuta soppressione del Ministero per gli italiani nel mondo (sul quale ,ovviamente, avevano puntato gli occhi…).Sappiamo tutti che alla fine la protesta è rientrata ed il governo ha ottenuto la fiducia.
Ma l’episodio resta ed è francamente allarmante per chi si augura una durata ragionevole di questo esecutivo ed una sua forte coesione nell’affrontare i mille problemi del nostro Paese.
E’allarmante soprattutto perché arriva alla fine di un mese, quello successivo alle elezioni, segnato da diatribe e battibecchi continui all’interno della maggioranza , tanto che sono molti oggi a ritenere che, se si tornasse subito alle urne, si assisterebbe probabilmente ad un profluvio di preferenze per il centro-destra, causa il disgusto che questo indecente mercimonio delle cariche avrebbe suscitato nell’elettorato di simpatie prodiane.
Hanno un bel dire coloro che tentano di minimizzare l'impatto di queste debolezze partitocratiche sugli umori dell'opinione pubblica, attribuendone le colpe al ritorno del proporzionale ed al numero esagerato di formazioni politiche (alcune di dimensioni davvero microscopiche) che sostengono la coalizione di centro-sinistra: le riunioni interminabili per accordarsi sulla spartizione delle poltrone, le litigate su questo o quel ministero e su questo o quel sottosegretario, le polemiche sterili ed i piagnistei di chi lamenta scarsa visibilità all'interno del governo, sono tutti rottami arrugginiti di un modo di intendere la politica che gli italiani pensavano d'aver seppellito dopo le inchieste milanesi dei primi anni 90.
E invece, complice il risultato elettorale al fotofinish che ha dato poteri d'interdizione anche a raggruppamenti dalle percentuali elettorali piene di zeri (prima della virgola, ovviamente...), da settimane siamo tutti spettatori imbarazzati e increduli di un vergognoso teatrino fatto di tensioni e impuntature continue su ciascuno dei passaggi istituzionali fin qui affrontati dal nuovo esecutivo.
E' vero che alla fine tutto è stato ricomposto in modo apparentemente indolore, sia per quel che concerne l'elezione delle alte cariche che per la formazione del governo, ma la sensazione di disagio è rimasta: lacerazioni interne e contrasti come quelli esibiti spudoratamente dai politici dell'Unione non sono mai un buon abbrivo per un governo che si [...]

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