LA SIRIA IMPARTISCE LEZIONI

Bashar al Assad, se pure con notevoli aiuti esterni, ha vinto la guerra civile. Ora, tornata la pace, il governo siriano si oppone con tutti i mezzi – leali e sleali – al ritorno dei 5,5 milioni di espatriati. Che quei poveracci desiderino ritrovare la loro casa, i loro terreni (quando li possedevano) e, insomma, la loro vita normale, è ovvio. Ma è interessante osservare la ragione per la quale il governo scoraggia questi ritorni, e nel modo più risoluto.
Da molto tempo la Siria ha una popolazione mista, dal punto di vista religioso: una maggioranza sunnita, una minoranza sciita, e un gruppo dominante alawita. Gli alawiti sono una setta sciita. Ciò spiega il sostegno che l’Iran sciita ha offerto contro gli insorti, prevalentemente sunniti.
Naturalmente, per la maggior parte, i rifugiati all’estero sono sunniti. E il Paese che ne ha accolti di più – per fratellanza religiosa – è stato la Turchia. Ankara sperava di vederli tornare in Siria da vincitori, ma comunque pensava che il soggi...

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