LA TRATTATIVA STATO-MAFIA: CONTRADA E UNO STATO SEMPRE PIU` TORBIDO

Chi e' Bruno Contrada? Che legame c'è tra Contrada e il fallito attentato all'Addaura? Negli anni Settanta era a capo della squadra Mobile di Palermo, nel 1989 Contrada è numero 3 del Sisde, per cui lavorano Agostino e Piazza, e punto di riferimento di Paolilli.
Contrada e' stato arrestato nel Dicembre 1992, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
La motivazione? Semplicemente il suo "contributo sistematico e consapevole alla conservazione e al rafforzamento di Cosa Nostra".
Fa rabbrividire pensare che Falcone, cosi' onesto e dedito alla lotta antimafia, dovesse avere a che fare con uno Stato pieno di persone della mafia che invece avrebbero dovuto essere dalla sua parte e proteggerlo.
I sospetti su Contrada risalgono gia' al 1984, quando Tommaso Buscetta parlo' a Falcone delle collusioni di Contrada.
Altri fatti inquietanti...
Oliviero Tognoli, imprenditore, coinvolto come reciclatore del denaro di Cosa Nostra nelle indagini sulla Pizza Connection (proprio la stessa indagine di cui parlavano Falcone, Del Ponte e Lehmann il giorno del fallito attentato), in un interrogatorio del 3 Febbraio 1989 a Lugano davanti a Falcone, Del Ponte e Ayala, Tognoli rivela qualcosa di sconcertante: afferma di essere sfuggito all'arresto mesi prima grazie ad una 'dritta' arrivata da "un uomo delle istituzioni".
Falcone vuole sapere e , una volta chiuso il verbale, chiede il nome di questa persona a Tognoli, che non risponde.
Falcone allora fa il nome di Contrada e l'imprenditore fa cenno di sì con la testa.
Falcone vorrebbe verbalizzare questa sconcertante verita', ma Tognoli rifiuta e tre mesi dopo dira' che ad avvertirlo fu suo fratello.
Si parla dell'Addaura nella sentenza su Contrada.
Viene evidenziato come Falcone avesse indicato ai magistrati di Caltanissetta la causa dell'attentato: l'indagine Pizza Connection.
I giudici inoltre ritengono provato il ruolo contestato a Contrada nella vicenda Tognoli.
Falcone sapeva di essere nella tana del lupo, di essere circondato da lupi travestiti da agnelli: uomini della mafia travestiti da uomini delle istituzioni.
Lui pero' non si e' arreso, ha continuato a lottare per la giustizia e la verita'.
Come dicesse lui: "Il vigliacco muore piu' volte al giorno, il coraggioso una sola.
L'importante non e' stabilire se uno ha paura o meno.
L'importante e' saper convivere con la propria paura, non farsi condizionare dalla stessa.
Il coraggio e' questo, altrimenti non e' piu' coraggio, e' incoscienza." Falcone era coraggioso, e non si e' fatto intimorire da tutte le persone che [...]

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