LA VERA STORIA DI BILL TOM GUSTAV

è un pò vekkia lo sò ma nn tutti la conoscono e a me piace tanto!!!LA VERA STORIA DI BILL E TOM Bill, che stai facendo? Abbiamo le prove, muoviti, fannullone! - esclamò un bel ragazzo alto, biondo, con un cappellino a visiera e un piercing al labbro.
- Sì, un attimo Tom, vai avanti con George e Gustav, metto apposto una cosa… - Non appena il fratello se ne fu andato Bill Kaulitz si rimise a fissare una fotografia che aveva trovato tra le sue cose.Era una foto di lui e Tom all’età di dodici anni ma era strana e riportò alla mente del ragazzo alcuni ricordi… » FLASH BACK « SBAM! Cadesti a terra per l’ennesima volta.
- Oh scusa piccola, non ti avevo visto… - Risatine di scherno.
- Eh eh… Guarda Matt, è Bill Kaulitz.
- Risatine di scherno.
- Allora c’ho azzeccato, è proprio una ragazza !- Risatine di scherno.
- …non sono una ragazza.
- Il dodicenne si rialzò spolverandosi i jeans aderenti e la maglietta, anch’essa molto aderente.
Aveva i capelli neri come l’ebano e una capigliatura definibile solo con le parole “da manga”: capelli corti dietro e un ciuffo che, partendo dalla fronte, copriva metà del volto pallido e bellissimo del ragazzino.
Non appena riprese l’equilibrio si vide afferrare per la maglietta.
- Allora dimostramelo, femminuccia .- gli sibilò in faccia il più grosso dei due bulli che gli erano davanti.
Il ragazzo, preso alla sprovvista, rimase immobile.
O forse, più che preso alla sprovvista, era rassegnato.
- Ehi, lasciatelo stare!- Un ragazzino della stessa età del moretto correva verso i tre, per quanto molto impacciato dai pantaloni larghissimi e bassissimi che portava.
Anche lui aveva una capigliatura particolare: rasta castani-biondo.
- Ehi, femminuccia, è arrivata la tua guardia del corpo.
Si vede che non ti sai difendere da solo.
- Altre risatine di scherno.
Una scintilla apparve negli occhi nocciola di Bill Kaulitz, che subito cercò di divincolarsi e di prendere a calci il bulletto, ma venne prontamente fermato dall’altro ragazzino accorso in suo aiuto, che prima stese l’altro bullo e poi prese a calci quello che stava praticamente strozzando il moretto.
Non appena Bill fu caduto a terra, Tom, così si chiamava il “rasta-boy”, lo prese per un braccio, facendolo alzare.
- Corri!! - I due ragazzini corsero fino all’esterno dell’edificio e si lasciarono scivolare lungo il muro.
Il rasta-boy prese parola per primo.
- Devi… anf… tenergli testa a quei cretini.
- - …… - - Pensi di farti prendere in giro ancora per molto????? - sbraitò Tom.
- [...]

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