LA VITA E LA MORTE

Tutti conviviamo con la morte.
Siamo nati per morire.
Quando nasciamo, non sappiamo niente di quello che potrà accaderci: se saremo sani o malati, poveri o ricchi, belli o brutti, felici o infelici.
Però sappiamo che dobbiamo morire.
Nessuno può fare niente o ha mai potuto fare niente per modificare questo destino.
La morte si può sfiorare più volte, si può rimandare, ma non si può evitare.
Eppure questo concetto così elementare e basilare della nostra esistenza viene evitato, ignorato.
Ci dà fastidio parlarne, ci dà fastidio sentirlo dire, così come dà fastidio a tutti voi che leggete adesso queste righe.
Eppure non c’è niente nella nostra vita che possiamo fare con responsabilità e consapevolezza, se non lo facciamo tenendo sempre presente questo destino.
Qualcuno si chiede che senso ha nascere, se poi dobbiamo morire? Alcuni dicono che vivere è un’esperienza meravigliosa.
Sicuramente si riferiscono a quelle esperienze, anche brevi, che hanno dato gioia: l’amore, l’amicizia, i viaggi, la famiglia.
Fingono però di ignorare che miliardi di persone, nel mondo, vivono nell’indigenza, nel dolore, nella guerra; senza amore, senza famiglia, senza amici; persone che convivono già con la morte anche da vivi, finché non giunge la vera morte, quasi come una liberazione.
Ma allora la vita è una cosa meravigliosa solo per alcuni.
Ma, anche loro, quando arriverà la vecchiaia a stroncare la loro vitalità e la loro lucidità, quando ciò che di bello esiste al mondo lo vivranno solo con i ricordi, quando la morte starà per avvicinarsi, non si domanderanno a cosa è servito tutto questo? Anche se hanno amato, sono stati amati, si sono divertiti, tutto finirà, e allora? A che è servito tutto questo? Presto saranno solo materia inerte.
Di tutto quello che hanno provato nella vita, non rimarrà più niente.
Ma sarà davvero così? Oppure ci sarà uno scopo a tutto questo? Sarà servito a qualcosa? O a qualcuno? Possibile che si riesca a vivere tranquillamente, sapendo che ogni giorno abbiamo 24 ore in meno di vita, senza cercare di capire perché? Forse per questo nel mondo c’è tanta follia.
Perché l’uomo, per natura, non riesce a fare niente senza un motivo, tranne vivere.
La vita rimane un mistero, ma l’uomo non vuole nemmeno smettere di vivere, perché la natura lo ha fatto così, con questo istinto di conservazione.
E’ qui che si scatena la follia.
Nell’autoinganno col quale cerchiamo di convincerci di essere eterni, sapendo che non è vero.
Forse se si cercasse di capire di più, di studiare [...]

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