LE DICHIARAZIONI DEI SINDACI DI SALINA SUI TRASPORTI MARITTIMI

Salina Michele Merenda SALINA – In vista dell’immanente smantellamento della Siremar, previsto per il 15 c.m., i sindaci di Salina fanno sentire la propria voce.
I  tre primi cittadini dell’isola più verde delle Eolie rivolgono il proprio appello direttamente allo Stato, affinché gli eoliani non vedano lesi i propri diritti.
“Innanzi tutto – ci ha detto Antonio Podetti, sindaco di Leni – noi attendiamo ancora una risposta esauriente, nonostante le tante richieste inviate presso varie istituzioni statali.
Dopo che avremo questa risposta, potremo sederci ad un tavolo e concertare tutti assieme le strategie  per un servizio che sia finalmente decente.
Il problema – ha continuato Podetti – non riguarda solo gli aliscafi.
Pensiamo alla nave per Napoli.
Quest’ultima città è per noi la porta del turismo proveniente da settentrione.
Lo Stato non può rimanere in silenzio.
Questo è un problema che non mette in ginocchio solo le Eolie, ma tutte le isole minori siciliane”.
“Per quel che mi riguarda – ha aggiunto Salvatore Longhitano, sindaco di Malfa – , sono sempre stato di natura ottimista.
Sono sicuro che una risposta arriverà e che ci sarà una proroga, perché è impensabile che da giorno 15 in poi gli eoliani non possano più raggiungere la propria casa.
Durante questo arco di tempo ci siederemo a discutere per evitare che le isole Eolie affondino.
Lotteremo per mantenere il contatto con Napoli – ha detto Longhitano –, perché da sempre le isole hanno avuto degli scambi importanti con questo luogo, riuscendo così a crescere sia a livello economico che a livello sociale.
Dobbiamo attivarci per ottenere questa risposta prima del 14 notte”.
Dal comune di S.
Marina Salina arriva una presa di posizione straordinaria.
Il sindaco Massimo Lo Schiavo, infatti, ha seriamente deciso di mettere in vendita la caserma dei Carabinieri, i plessi scolastici ed il palazzo comunale.
“Tutto questo – ha dichiarato Lo Schiavo, senza la minima ombra di ironia – viene fatto in previsione del trasferimento delle comunità eoliane sulla terra ferma, vista la scarsa attenzione nei confronti delle esigenze degli isolani.
Riteniamo – ha concluso Lo Schiavo – che la soppressione del servizio di trasporto, da e per le isole, sia la premessa per la cancellazione di alcuni diritti fondamentali dell’uomo”.
M.
M.     (Dalla Gazzetta del Sud)

Leggi tutto l'articolo