LE ELEZIONI IN IRAN

Continuano in Iran le manifestazioni dei sostenitori del candidato Mousavi, sconfitto sonoramente dal rieletto Presidente Ahmadinejad; il motivo del contendere risiede in una colossale truffa che sarebbe stata perpetrata ai seggi elettorali per favorire il candidato degli Ajatollah a danno di quello definito “moderato”; la vittoria del Presidente si è concretizzata con una massa di voti pari al 62,64%, mentre l’avversario si è fermato al 34,7%, quindi il sistema per imbrogliare deve essere stato di grande finezza, perché avrebbe dovuto spostare una massa di voti molto importante.
Il trucco infatti – semplice ma geniale – consisterebbe nell’attribuzione dei numeri di lista ai due candidati: Mousavi ha avuto il numero “4” e Ahmadinejad il “44”; facile - in sede di scrutinio - aggiungere ai vari “4” un altro “4” a fianco in modo che venisse fuori un “44”, appunto il numero del Presidente che avrebbe così battuto l’avversario.
Così viene raccontata e così ve la riporto; c’è da aggiungere che oltre il 60% dei rappresentanti di lista di Mousavi non sono stati fatti entrare nei seggi con scuse le più disparate e quindi il giochetto che ho sopra illustrato è stato facile farlo.
Ma al di là dei brogli elettorali, possibili ma di difficile individuazione, cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando, cioè che cosa rappresentano i due candidati alla Presidenza dell’Iran; sono stati definiti l’uno (Mousavi) “moderato”, ma non si capisce cosa voglia dire e l’altro (Ahmadinejad) “conservatore”, che starebbe a significare il continuatore dell’opera dell’Ajatollah Komeini e dei pasdaran, l’esercito del popolo.
Cercando meglio, si viene a scoprire che Ahmadinejad rappresenta gli interesse ed i valori dei due terzi della popolazione iraniana, quella più povera, disagiata, anche se non necessariamente la più incolta, mentre Mousavi è sostenuto dalla ricca borghesia iraniana che gravita attorno al petrolio e che strizza l’occhio all’occidente.
Quindi – ed ecco il motivo di tanta agitazione – si tratta di “interessi” contrapposti che si vanno scontrando e la sconfitta di Mousavi è vista male dall’intero occidente che aveva puntato le proprie carte proprio sul candidato “moderato”.
Ahmadinejad ha dichiarato, a proposito di queste manifestazioni, che esse sono state amplificate dai media occidentali, in quanto “per gli occidentali, le elezioni sono valide quando vincono gli amici, sono nulle quando le vincono i loro avversari”.
E in questo non possiamo [...]

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