LE PAROLE SACRE E DI PASSO. UN'ANALISI FILOLOGICA

Di Arturo Reghini
Secondo l’esplicita dichiarazione di un fratello insignito del più alto grado del Rito Scozzese ed antico ufficiale del Grande Oriente di Francia, « la spiegazione e l'etimologia dei nomi ebraici, che pochi comprendono, non servono ad altro che ad imbarazzare la memoria dei giovani massoni ed a gettare la confusione nella vera pronuncia delle parole consacrate dall'uso massonico ».
Così si esprime il Fr:.
Teissier, nel suo Manuale generale della Massoneria[1].
Questa candida dichiarazione dell'ottimo fratello, fabricant de decors maçonniques, nonchè autore del citato manuale, fatto di vuoto e di routine, può dare un’idea dello scarso interesse, e della deficiente conoscenza che anche allora i massoni avevano per gli studi massonici; ma d'altra parte il vedere il Teissier insignito del più alto grado scozzese, mostra come in compenso, sino da allora, l’ ordine Massonico sagrificasse al dogma dell’eguaglianza e della fratellanza e d’accordo coi sani principii democratic...

Leggi tutto l'articolo