LE RESPONSABILITÀ DI BERSANI E LE COLPE DEL POPOLO DI SINISTRA

Nel moltiplicarsi delle analisi post-elettorali mi sembra particolarmente scomoda ma parecchio originale quella di Luca Ricolfi che allego sotto.
Ha il difetto (come tutte) di spiegare le mancate vittorie del centrosinistra col senno di poi, senza dire perché in tutta questa voglia di cambiamento che pervade il paese ha rischiato di vincere la forza più ancorata al passato (il Pdl), se non altro per la biografia personale del suo anziano ma non maturo leader.Detto questo l'analisi ha però il pregio di non gettare addosso a Bersani tutte le colpe, come si tende a fare da più parti, ma di cominciare a evidenziare (nell'ultima parte) anche le responsabilità del “popolo di sinistra”, che Bersani ha avuto il torto di rappresentare al suo meglio, ma senza riuscire a farlo crescere.
È (siamo) un popolo generoso, ma ancorato alle proprie abitudini, ancora vigoroso, ma molto invecchiato, capace di coniugare responsabilità e speranza, ma resistente al cambiamento, in cui anche i giovani (usciti dalle primarie) sembrano cooptati dagli apparati piuttosto che espressi dalla forza ribelle della loro generazione.
E in cui i quadri dirigenti anche più stagionati hanno continuato a dare l'impressione di continuare a coltivare i propri privilegi e di fare dei passi indietro (quando li hanno fatti)  solo apparenti.
Ecco perché i più impazienti, i meno garantiti (e anche i meno responsabili) ad un certo punto si sono fatti affascinare dal verbo grillino.Bersani è stato probabilmente la sintesi migliore di tutto questo, ma avrebbe dovuto invece (l'ho scritto all'indomani delle primarie, in cui si è generosamente messo in gioco vincendo limpidamente la partita contro Renzi) trascinarci oltre, andare a conquistare altri territori (lo zoccolo duro palesemente non basta a vincere le elezioni né a governare) invece che limitarsi a rappresentarci.Deve farlo ora, nelle condizioni peggiori e probabilmente senza averne la minima vocazione.
Ma noi, invece di tirargli la croce addosso ora, dovremmo avere l'onestà intellettuale di chiederci se l'avremmo seguito se l'avesse fatto due mesi fa.La Sinistra che non impara dai suoi erroriLuca RicolfiLe domande sono tante, ma ognuno se ne fa una diversa.
C’è chi non si capacita che quello di Grillo sia diventato il primo partito italiano.
C’è chi non si capacita che le ambizioni «terzo-poliste» di Monti e Casini siano state così severamente punite dagli elettori.
C’è chi non si capacita che cattolici e comunisti siano praticamente scomparsi dal panorama politico italiano.
C’è chi [...]

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