LE SOLITE ABITUDINI

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, della sua sempre uguale misura del tempo, della metodicità che dà noia e nausea, con quel ripetere ogni giorno gli stessi percorsi; sì lentamente si uccide chi non cambia la marca, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, ma usa sempre quello perché con quello si vede, mentre gli altri, lo vedono tinto di un solo tono di grigio; chi non parla a chi non conosce, perché troppo orgoglioso della sua stupidità.
Muore lentamente chi evita una passione, chi ha paura di scoprire il suo cuore, di svelare i suoi sentimenti e rinuncia a manifestarli lasciando andare le sue occasioni di amare ed  essere amato.
Vuol dire soltanto che da solo deve stare, chiuso nella sua tana, altrimenti si può sporcare del rosso del color dell’amore, e può così evitare di farsi del male; chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, quello è meglio nemmeno guardarlo, lasciarlo crogiolare nella sua presunzione.
E poi, come si possono lasciare volare, lasciarsi sfuggire quelle emozioni così belle e semplici, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti? Lentamente muore chi non capovolge il tavolo per fissarne le gambe traballanti, chi è infelice sul lavoro, solo perché non ha voglia di crescere e di nutrirsi del proprio sapere, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, e che così mai si potrà avverare; chi non si permette almeno una volta nella vita di non fuggire ai consigli sensati: quelli che magari gli aprirebbero l’orizzonte della mente verso i lidi del capire e del comprendere il mondo.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge almeno un poco, chi non ascolta musica, perché a volte la musica è il nostro cuore che parla e ci strappa una lacrima per la sua dolcezza; muore poco per volta, chi non trova grazia in se stesso perché di se stesso è troppo pieno.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, l’amore degli altri legato al suo, chi non si lascia aiutare perché crede da solo d’avere la forza di potercela fare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna, mentre è solo insoddisfatto del troppo che ha; chi se la prende con la pioggia incessante, perché non sa cosa fare prigioniero di sé e delle sue quattro pareti.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, perché ha paura dell’insuccesso e di esser deriso.
E muore piano anche chi [...]

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