LETTA: "FINITO UN VENTENNIO. NON SI TORNA INDIETRO. ALFANO SFIDATO HA VINTO"

Il premier Letta è ottimista.
In un’intervista tv si spinge a dire che «con l'ultimo voto di fiducia si è chiusa una stagione politica di 20 anni».  Entusiasta per la vittoria del suo vice e amico Alfano sul leader Pdl Berlusconi, il premier ritiene che il segretario «è stato sfidato ed ha vinto la partita».
E ora pensa che tutto sia cambiato: «Non si ricomincia con la tarantella, la pagina è stata voltata in modo definitivo».
L’ottimismo forse lo ha portato troppo oltre.
La risposta che viene dal segretario Pdl è contrariata.
Alfano rigetta quella che definisce «un’ingerenza nel libero confronto del nostro Movimento politico».
La verità è che nel Pdl la guerra per la conquista del partito ha visto solo una prima battaglia.
Vinta da Alfano, è vero, ma lungi da essere sufficiente.
I cosiddetti “lealisti” hanno serrato le fila e non intendono mollare.
Raffaele Fitto per esempio, che molti indicano come il rappresentante scelto dai falchi nella dirigenza del nuovo partito, ha chiesto lo svolgimento di un congresso.
Davanti a tale pressing, Alfano – che per ora ha congelato ogni iniziativa scissionista – richiama Letta e Epifani a «avere più rispetto della nostra storia e del nostro partito, che continua ad avere Berlusconi come insopprimibile punto di riferimento».
Più prudente del premier era apparso il segretario Pd Guglielmo Epifani che ugualmente però si era rivolto al segretario Pdl esortandolo a costituire in Parlamento «gruppi autonomi».
Se no, ha prefigurato l’ex segretario Cgil, si torna nel “pantano dei berluscones”.
Tra i fedelissimi berlusconiani le parole di Letta e Epifani sono servite come occasione per tornare ad attaccare il segretario.
La resa dei conti tra le due anime del Pdl insomma è tutta in divenire.
E la richiesta di Fitto di un «azzeramento di tutti gli incarichi di partito» e di «un’assemblea straordinaria» rappresenta l’ennesima sfida.
L’intenzione di Alfano e dei filogovernativi è di affermare la linea moderata all’interno del partito senza spaccature, ma con una riorganizzazione che rispecchi il nuovo assetto.Non pare comunque che ciò metta in discussione la vita del governo almeno fino al 2015.
Semmai Letta dovrà guardarsi dalla battaglia congressuale del Pd.
Ma la tregua siglata con Matteo Renzi per ora regge.
«Con me segretario il governo sarebbe più forte», assicura il sindaco fiorentino che promette di non avere fretta di tornare al voto e medita di ricandidarsi a Firenze.
Letta apprezza: «Renzi ha dimostrato un atteggiamento [...]

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