LETTERA rassicurante dell'amministratore delegato di ENI agli abitanti della BASILICATA

Di seguito si riporta integralmente il testo della lettera che Claudio Descalzi, amministratore delegato di ENI, ha scritto ai più diffusi quotidiani della Basilicata, per rendere edotti i Lucani della realtà dei fatti e per rassicurarli circa l'mpegno della società per il futuro della nostra Regione: “Caro Direttore (e quindi Cari Lucani), dopo tanti anni di presenza di Eni sul territorio, con le nostre persone e le nostre attività, mi sento di dire che in Basilicata ci consideriamo di casa.
Per questo, con la franchezza necessaria tra vicini di casa, tramite il suo giornale vorrei dire all’opinione pubblica lucana alcune cose che mi stanno particolarmente a cuore, alla luce degli eventi di queste settimane.
Vorrei soprattutto ribadire con forza che non siamo avvelenatori: ambiente e salute sono le nostre priorità e per nessuna ragione metteremmo a repentaglio chi abita i luoghi che ci ospitano e chi lavora nei nostri impianti.
In Basilicata, come altrove nel mondo dove operiamo, non abbiamo mai puntato al solo profitto, bensì a valore, sviluppo e tutela dei territori.
Abbiamo costruito da più di vent’anni un rapporto con questa regione, siamo qui per restare a lungo e creare benessere e opportunità di crescita.
Certo, in questo momento le nostre attività sono ferme e so bene quali preoccupazioni sta creando in tante famiglie lo stop del Centro Olio Val d’Agri (Cova).
Non voglio usare giri di parole per spiegare questo stato di cose, la verità è che non abbiamo alternative.
Stiamo offrendo la massima collaborazione all’Autorità giudiziaria, siamo i primi a esigere che faccia chiarezza fino in fondo, incluso sui comportamenti dei nostri dipendenti locali coinvolti.
Proprio per questo, non possiamo permettere che ci siano fraintendimenti.
Dal punto di vista tecnico e operativo non è possibile proseguire - nemmeno parzialmente - l’attività produttiva del Cova.
Non esiste, infatti, una soluzione alternativa di tipo industriale che consenta di evitare la fermata degli impianti.
Il Centro Olio dovrebbe essere parzialmente riprogettato dal punto di vista impiantistico e ingegneristico ed essere sottoposto a un nuovo iter autorizzativo, diverso da quello seguito negli ultimi 20 anni, per operare non più come un impianto esclusivamente energetico, ma anche come un impianto di trattamento rifiuti.
Ipotesi del tutto irrealistica, sia dal punto di vista industriale che normativo.
Le attività del Cova e le nostre pratiche di trattamento delle acque di produzione e di re-iniezione nel pozzo Costa Molina 2 [...]

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