LO STATO E LA MAFIA

Sottopongo alla vostra attenzione questo lungo ma bellissimo e verissimoarticolo degli amici della Casa della Legalità di Genova, pregandovi didarne massima diffusione...
Sottoscrivo ovviamente in pieno tutto quelloche vi è scritto, e capisco anche la parte finale...
Mariateresa MorresiGenova, 21 dicembre 2005LO STATO E LA MAFIAuna lotta civile tra indignazione e fiduciadi Christian Abbondanza e Simonetta Castiglion«La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio.Lo sdegno per le cose viste.
Il coraggio per cambiarle.» S.
AgostinoItalia che strano paese, la nostra cosiddetta Repubblica democratica fondata su una delle più belle Costituzioni.
Questo nostro Stato, sempre perennemente spaccato, tra chi, Istituzioni e cittadini, incarnano e promuovono le regole costituzionali ed i valori in essa indelebilmente sanciti, e quell'altra parte, con Istituzioni e cittadini che ignorano o disdegnano e violano quel dettato, quei valori, ed abbandonano di fatto o per scelta, l'irrinunciabile linea di demarcazione tra etica, civiltà, diritto ed il loro esatto opposto.
La nostra storia di Repubblica giovane è segnata troppo spesso da questa frattura, dall'opportunismo politico e dalle lobby trasversali e corrotte, sia nella coscienza che nel comportamento.
E' recente la sentenza di Ustica in cui la verità è stata ancora negata, come per Piazza Fontana e Bologna, è incombente il pericolo di insabbiamento e negazione di verità e giustizia per la morte di Nicola Calipari.
E' fresca, freschissima, la violazione del principio di garanzia democratica portata dalla controriforma dell'ordinamento giudiziario per assoggettare la magistratura al potere politico, questo e qualunque potere ad esso si sostituirà, con la negazione di autonomia ed indipendenza della Magistratura.
E' di pochi giorni la violenza alla verità storica e giudiziaria del nostro Paese, con una maggioranza della Commissione Parlamentare Antimafia che vuole negare, cancellare definitivamente la sentenza che riconosce Giulio Andreotti colpevole di associazione mafiosa con Cosa Nostra, accertata sino alla primavera del 1980, in via definitiva.
Da inquietudine la proposta di riforma della legge Rognoni-La Torre, scritta per cancellare nel concreto una delle "armi" più efficaci dello Stato contro le Mafie: il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle cosche ed ai boss mafiosi.
L'uso antidemocratico delle forze dell'ordine da parte di vertici istituzionali per piegare il diritto alla libera e ferma, ma sempre civile e pacifica mobilitazione e [...]

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