LUSI, RISI E BISI AL GRAN BALLO DEL GARANTISMO DA SALUMERIA POLITICA

Che poi uno mette il garantismo al primo posto tra i propri principi cardine.
Appena avanti ad una stop volley di John McEnroe, a “Time” dei Pink Floyd o ad un bel paio di gambe accavallate.
Poi guardi il recalcitrante fascista La Russa che, momentaneamente riposto il manganello, si riempie la marcia bocca con la parola “garantismo”, e tu Radicale della prima ora rischi di non capirci più un cazzo.
Di drogarti, per vedere in modo sfocato quella realtà indecente.
Sfogli qualche giornale e leggi di una tizia dipinta come ultranazionalfascista "moderata" da Billionaire, tale Saltamiquì, che si scaglia contro i giudici assassini, rossi, giustizialisti e forcaioli.
E monta sottopelle una rabbia antica.
E’ questione di stretta attualità l’autorizzazione concessa dal parlamento all’arresto nei confronti di Lusi, tesoriere della “Margherita” accusato d’aver arraffato qualche milione di euro.
Ed è subito una ripugnante ridda di bestialità amorali a catena.
Tra biechi interessi da salumieri politici, finto garantismo sottobanco, paure che il tesoriere riveli alcuni scottanti retroscena di casa Rutelli tra cui il tragico morbo petomane della signora Palombelli.
Ed il topo è presto partorito.
I pidiellini, col simulacro morto intento a lanciare deliranti messaggi dal suo eremo-manicomio, rimangono smarriti. Senza idolo da venerare.
O pastore che gli indichi la via dell'orrore.
A sinistra vorrebbero rimanere coerenti e votare per l’arresto, ma intimamente sperano di salvarlo e scelgono il patetico voto segreto.
E l’unica loro coerenza rimarrà nei secoli la grottesca e caricaturale imitazione di Fantozzi travestito da Tafazzi.
Il chierico Casini, ormai deus ex machina di questo governo, malgrado una percentuale di voti di poco superiore al partito caccia&pesca, è sdegnato nel suo centralismo che tutto domina.
“Così si fa un favore a Grillo!”, tuona.
Grillo turba i sonni di questa manica di inetti ed indegni figuri che paiono la succursale più penosa di un Ucciardone impunito.
Altro che garantismo di De Andrè, delle puttane, spacciatori ed emarginati della società.
Con luciferina abilità, hanno rivoltato il concetto ad uso della più nauseabonda impunità di classe.
Non c’è però bisogno di molto, per aumentare il consenso del comico genovese.
Basta che rimangano lì, ed uno di questi tizi sfuggiti per caso ad un trattato sul lombrosismo si faccia vedere in faccia.
Se poi parla anche, il consenso di Grillo s’impenna.
E nell’immonda cloaca cui ormai è ridotta l’italiana politica riluce come più fugido [...]

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