La “banda del buco”, scoperto un tunnel diretto in banca

Cronaca 10 giugno 2016 La “banda del buco”, scoperto un tunnel diretto in banca Trovato da una guardia giurata un buco, un tunnel che, dalla banca, portava alla rete fognaria.
Radio male parlerebbe di un legame con i clan emergenti della zona e di un loro urgente bisogno di denaro per affrontare i conflitti con altri clan Alfonso Maria Liguori La mala di Piedigrotta si starebbe riarmando: ecco il presunto movente del fallito furto ad una filiale della banca di Novara sita nella popolatissima area con il solito sistema del buco.
A scoprire il tunnel una guardia giurata che durante il giro di controllo nell’istituto, poco prima dell’apertura al pubblico, ha notato in uno sgabuzzino una parete di compensato mai vista prima.
Insospettitasi la guardia ha rimosso il pannello scoprendo un buco enorme che portava al sistema fognario.
Senza esitazione il vigilante ha dato l’allarme: sono sopraggiunti sul posto gli agenti della Polizia di Stato che hanno subito iniziato le indagini nella speranza di trovare qualche indizio utile all’identificazione dei responsabili del fallito raid.
Radio mala parlerebbe di un bisogno immediato di denaro da parte dei clan della zona che si starebbero riarmando in vista di conflitti con gruppi criminali operanti in quartieri confinanti per il controllo degli affari illeciti sul territorio.
Ormai gli equilibri di camorra a Napoli sembrerebbero saltati: giovani boss contro le vecchie famiglie del sistema in una lotta senza esclusione di colpi che vede come protagonisti ragazzi poco più che adolescenti.
Gli investigatori secondo alcune indiscrezioni si starebbero concentrando sulla pista che vorrebbe all’interno del’istituto bancario di Piedigrotta una talpa: un’ ipotesi che, se confermata, potrebbe imprimere una rapida svolta alle indagini evidenziando come il crimine organizzato si avvalga spesso di insospettabili, casalinghe, pensionati e persino diversamente abili pur di colpire senza destare sospetti.
Non è un caso che i gruppi di fuoco dei clan siano composti da adolescenti e che tra i figli papà della Napoli bene sarebbero ultimamente emerse frequentazioni con boss di primo piano della camorra partenopea.
Siamo alle solite: senza scolarizzazione, occupazione e sana aggregazione sociale è impensabile combattere il cancro della camorra puntando su unità ornamentali dell’esercito e su un numero maggiore di volanti dispiegate sul territorio.
Chi, come lo scrivente, vive a Napoli e si rapporta quotidianamente con questa realtà sa bene di cosa si parli: altro che promesse [...]

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