La Camera boccia il divorzio veloce

ROMA - L'aula di Montecitorio ha respinto la proposta di legge presentata dai Democratici di sinistra che avrebbe ridotto da tre ad uno il periodo di separazione per ottenere il divorzio.
La votazione è avvenuta, su richiesta di Forza Italia, a scrutinio segreto.
Il provvedimento torna ora in Commissione.
La bocciatura è avvenuta per pochi voti di scarto: lo schieramento che ha votato l'emendamento di Lega e Udc che sopprime l'articolo 1 della legge (di fatto il cuore del provvedimento) era composto da 218 deputati, contro 202 favorevoli.
La maggioranza richiesta era di 211.
Il relatore della legge, il forzista Maurizio Paniz, si è dimesso.
La seduta è stata sospesa dal presidente Pier Ferdinando Casini.
L'esito della votazione è stato accolto da un lungo applauso dei deputati del centrodestra che si sono alzati in piedi.
Applaudito anche il capogruppo azzurro Elio Vito che aveva chiesto il voto segreto.
Il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volontè, che aveva chiesto a Forza Italia di ritirare la richiesta di votazione segreta, ha letteralmente esultato alla proclamazione del risultato e rivolgendosi ai parlamentari della maggioranza ha fatto ripetutamente segno con il pollice alzato sorridendo.
"Maggioranza oscurantista".
E' durissimo il commento del segretario dei Ds Piero Fassino secondo il quale la bocciatura del divorzio veloce è "la dimostrazione di come ogni giorno la coalizione si riempia la bocca di parole come riforme e poi, quando è in Parlamento, ecco come si comporta su problemi che riguardano la vita di milioni e milioni di persone: la maggioranza - ha continuato Fassino - ha assunto ancora una volta "una posizione oscurantista".

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