La Costituzione piu' brutta del mondo

La Costituzione piu’ brutta del mondo.    Cosi’ si intitola un breve libello che ho comprato in edicola, allegato al Giornale.    Parla della nostra Costituzione, ed illumina di informazioni necessarie al prossimo scontro che sta mano a mano montando su come votare al prossimo referendum che decidera’ se la Riforma Costituzionale varata da questo Governo dovra’ essere attuata oppure no.
   Scontro che, fra l’altro, sta ramificandosi anche a livello dei principali giornali del nostro paese.   Infatti e’ successo che Belpietro, direttore di Libero, e’ stato licenziato.   Pare che la sua linea editoriale, basata su di una critica pesante dell’operato di Renzi, ed anche su di un NO netto al prossimo referendum costituzionale di ottobre, non fosse piu’ gradita all’editore (Angelucci) che e’ amico di Verdini, il quale a sua volta ha abbandonato il Cav per spostarsi dalla parte di Renzi ed e’ decisamente favorevole a lasciar passare queste riforme.
            Ma vediamo un po’ di entrare nel merito, anche prendendo spunto da alcuni argomenti tratti dal libello (autore Federico Cartelli).    Dunque, la nostra Costituzione dice che l’Italia e’ una Repubblica democratica, fondata sul lavoro (art.1).  Dice l’autore che il “diritto al lavoro” cosi’ come espresso, ha assonanza con altre Costituzioni, in via principale con quella dell’URSS del 1936, art.118 : “I cittadini dell’URSS hanno diritto di ricevere un lavoro garantito e retribuito secondo la qualita’ e la quantita’ delle loro prestazioni”, ed anche con la Costituzione della Repubblica Socialista Federale Jugoslava.  Ma il diritto al lavoro da quali fonti dovrebbe essere esaudito?              Ricordiamo che non siamo nel comunismo reale, ma in una situazione di economia sociale di mercato.   Il lavoro non e’ esclusivamente statale, ma in maniera preponderante assicurato da ditte private.   Quindi sarebbe piu’ logico tutelare il diritto alla liberta’ d’impresa, piuttosto che un diritto ad un lavoro fantomatico che ovviamente lo Stato non puo’ assicurare a tutti.  In nessuna delle Costituzioni dei paesi occidentali e’ richiamato con forza questo riferimento al lavoro, e tantomeno nel Bill of Rights statunitense del 1789, che fa riferimento ad altri diritti fondamentali, tipo la liberta’ di parola, di stampa, di riunione, di religione, di proprieta’ privata, di pubblico giudizio etc.
            Nell’art 2 si insiste ancor di piu’ sul concetto [...]

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