La Fanzine dei Giovani...

RICORDO
di Madio Vincenzo
Poco più che un cortile vuoto, trecento metri quadrati di bianco su cemento, lasciati a raffreddare nella nebbia. Un lungo cordone di ferro, e un cartello, di fredda placca d'acciaio su strada scoscesa. La notte è stata qui, l'ha raggiunto: ha fatto silenzi, strazi e assenze. Una mondanità, un modo di vivere a se' mai visto prima. Un pensiero corre veloce, e un camminarci vicino, poi più niente: come un terreno senza padrone. Sasso senza polvere, pianta senza motivo. Teatro di quartiere, vivere nella mente e in altra città. Soltanto qualche metro più in là, il viale alberato, le panchine, i portoni antichi e i saggi bastioni, fissati con l'argento. I resti di una giornata vissuta, sfruttata chiacchierata: nel quadrato senza senso, nella terra di nessuno, nel profilo di un muto contrito, costruito, tormento solo la rotondità di un pallone dimenticato impolverato e sgonfiato... che sussurra al vento. Sono le tre di notte e sulla città annoiata e deserta è sceso un cielo arancione cerume che non ci sente più bene. A volte, sai, le immagini sono meglio del sonoro. A volte.

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