La Finale: Olanda, Spagna e le vie del gol

Olanda-Spagna sarà una finale con un comune denominatore, quello che unisce le due contendenti: il calcio d’attacco.
Ma interpretato in maniera profondamente diversa.
L’Olanda punta sulla qualità dei suoi tenori là davanti, la Spagna sulla manovra dei suoi palleggiatori, in mezzo al campo.
QUI OLANDA — Gli oranje di Van Marwijk non giocano il calcio totale con cui in passato hanno fatto la storia, e non solo in Olanda.
Né regalano spettacolo, per cui qualcuno durante il torneo aveva persino storto il naso: eresia! E però il calcio di questa Olanda ha prodotto una finale che mancava dal 1978 e che era stata raggiunta prima ancora nel 1974, e mai coronata dal successo.
Non solo: l’Olanda ha vinto tutte e 6 le gare del suo Mondiale, e tutte le 10 partite giocate nel 2010.
I fatti le danno ragione.
Ma ancor di più gliela danno le prodezze dei suoi attaccanti, che garantiscono un calcio offensivo negli intenti e negli interpreti.
Sì, perché Van Marwijk con due "cagnacci" come Van Bommel e De Jong farà pure inorridire i puristi del calcio giocato nella metà campo avversaria, ma così si può permettere in campo quattro super giocatori d’attacco, che sanno far male con qualità diverse.
Sneijder è diventato Re Mida, quest’anno.
Quel che tocca diventa un successo di squadra, e spesso ci scappa pure il gol personale, se va male l’assist.
Con 5 reti e quattro trofei di uomo-partita è il valore aggiunto della squadra che qui in Sudafrica avrà presumibilmente il vantaggio in termini numerici, come tifoseria.
L’interista rifinisce e si mette in proprio, specie nei momenti più delicati delle sfide cruciali.
Poi c’è Robben.
Reduce da un infortunio che sembrava in un primo momento metterne a rischio addirittura la presenza in Africa, ha pazientato a inizio torneo, è rientrato gradualmente, e adesso fa già la differenza, con due gol nella fase ad eliminazione diretta.
E’ l’uomo dell’uno contro uno, degli scatti secchi, e della superiorità numerica.
Poi, sottoporta, non si fa pregare.
Poi c’è Kuyt, che non sarà appariscente, però corre come un dannato per 90’, dove lo metti (a destra, a sinistra, persino centravanti) sta bene e produce, e si è permesso pure il lusso di sfornare i passaggi gol, contro Brasile e Uruguay.
Quindi Van Persie.
Lui deve ancora far vedere di che pasta è fatto, finora è sembrato quasi di frolla, ma ha il potenziale per esplodere in partita secca, perché di talento calcistico madre natura gliene ha donato in abbondanza.
Con i 4 moschettieri l’Olanda può [...]

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