La Fiorentina ferma la Juve allo Stadium: Gomez risponde a Vidal. Giovedì a Firenze

La Fiorentina è buona a pranzo, ma indigesta a cena.
Finisce 1-1 il derby italiano di Europa League.
Apre la Juve con Vidal, chiudono i viola con un capolavoro di Mario Gomez, in gol sei mesi e mezzo dopo l'ultima volta.
«Abbiamo preso le misure alla Juve - sorride Vincenzo Montella -.
Noi favoriti per accedere ai quarti? Per niente, ma abbiamo qualche speranza in più».
Per evitare di salutare anche l'Europa dei poveri, giovedì prossimo Conte dovrà fare meno turnover: «Il mio compito è gestire le forze del gruppo - si difende il mister -.
La squadra si è espressa meglio di domenica.
Ottimista per il ritorno? Io lo sono sempre».
Primo tempo a tutto gas.
Ritmi forsennati e lotta a viso aperto.
Dopo nemmeno 3 minuti la Juve sfonda con un'azione corale: cross di Asamoah, sponda di Osvaldo, Marchisio centra per Giovinco che di petto serve a Vidal il pallone dell'1-0.
Diciottesima prodezza stagionale del cileno, il centrocampista più letale d'Europa.
La reazione viola è immediata: Matri, Mati e Borja spaventano Buffon, prima che la traversa neghi il raddoppio allo scatenato Vidal.
Squadre più allungate e poco spettacolo nella ripresa.
La Juve lascia il pallino ai viola, ma l'emozione più grande è un retropassaggio di Caceres: detto tutto.
Llorente e Pogba prendono il posto di Giovinco e Osvaldo, mentre Mario Gomez rimpiazza un evanescente Matri.
Ed è proprio il panzer tedesco a pareggiare i conti con una zampata al 79', sfruttando un pisolino di Ogbonna e un'uscita scriteriata di Buffon.
«Con la condizione è tornato anche il gol», esulta l'ex Bayern Monaco.
I viola chiudono all'attacco, sfiorando addirittura il raddoppio con il solito Borja e Vargas.
«Dopo l'avvio shock, siamo stati fantastici - sorride lo spagnolo, il migliore dei suoi -.
L'1-1 non cambierà il nostro gioco: al ritorno vogliamo vincere».
Grande festa nel settore ospiti viola, fortunatamente ripulito da certe scritte macabre, e nessun coro stonato dei dirimpettai bianconeri.
L'aria europea ha fatto bene agli ultrà.

Leggi tutto l'articolo