La Leggenda Del Buon Rifiuto

Vi diranno che c'è rifiuto e rifiuto.
Vi diranno che dapprima le case editrici vi rifiutano e basta, poi cominciano a rifiutarvi con riserva...
e questo è il segno che state per farcela.
Non dico che non sia così in assoluto, ma lasciate che vi racconti a little cautionary tale.
Qualche anno fa, nel mio candore, mando a un Piccolo Editore un romanzo di 250.000 parole.
Ne avete già sentito parlare: è il primo volume-mostro della mia trilogia sulle Guerre di Vandea.
Non del tutto incomprensibilmente, la risposta è nograzie, però è un nograzie qualificato.
Il PE mi convoca (addirittura!) per parlarne.
E' impressionato, dice.
Il romanzo è notevole, dice.
Solo improponibilmente lungo per una casa piccola come la loro.
Perché non riprovo con qualcosa di più corto? Io torno a casa gasatissima: ho appena ricevuto un Buon Rifiuto, quella bestia mitica che, stando alle leggende dell'ambiente, significa che si è catturato l'interesse dell'editore.
Quella bestia che, se opportunamente coltivata, può condurre all'accettazione, alla firma del contratto, alla pubblicazione...
you get the idea.
Così, un paio di anni più tardi, spedisco al Piccolo Editore qualcosa di più corto.
"Bello, davvero bello.
Originale, ben scritto, ci si vede dietro molta ricerca e molta conoscenza del periodo.
Però quest'ambientazione così poco conosciuta..." Perché non riprovo con un po' di storia locale per sfondo? Ancora un annetto ed eccomi alla porta del PE con la storia locale.
"Ah, interessantissimo, che stile originale, e che taglio fuori dal comune! Peccato che il mercato non sia più quello di tre o quattro anni fa.
Sa, il mercato del romanzo è asfaltato dalle grandi case editrici, e noi sopravviviamo con la saggistica di nicchia.
Però, con uno stile come il suo...
non ha mai pensato di scrivere qualcosa di divulgativo?" E bisogna dire che io sia proprio cretina, perché invece di sorridere, ringraziare e augurare privatamente una vita in tempi interessanti, ho anche scritto loro qualcosa di divulgativo - ricordate gli Sbregaverze? Ecco, a partire da quelli.
Risultato? Indovinate...
"Che cosa carina, brillante e divertente.
Ma sa bene anche lei che un testo del genere non ha mercato." Ammetto che un grado di recidività come il mio probabilmente merità questo ed altro*, ma beware: il giorno in cui riceverete un Buon Rifiuto gioitene pure, ma non scartate del tutto la possibilità che l'editore (specie se è un Piccolo Editore) stia menando il can per l'aia.
_________________________________________________ * Vengo a sapere [...]

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