La Pace di Marcido Marcidoris e Famosa Mimosa

  Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa LA PACE  di Antonio Tarantino con Maria Luisa Abate, Marco Isidori, Paolo Oricco direzione Marco Isidori scene e costumi Daniela Dal Cin Da martedì 1 a domenica 13 aprile 2008, al Teatro Vascello di Roma (via Carini 78) sarà presentato il suo nuovo spettacolo LA PACE di Antonio Tarantino, fantasmagorico dialogo tra Arafat (Marco Isidori) e Sharon (Paolo Oricco), entrambi deposti dai propri parlamenti e condannati all'esilio in luoghi esotici asfissianti, che si accusano e si insultano a vicenda al di là di ogni politically correct, accomunati da un eguale destino di sconfitta.
Lo spettacolo, allestito in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi e Astiteatro 2007, è diretto da Marco Isidori e annovera, tra gli altri interpreti, la straordinaria partecipazione di Maria Luisa Abate nel triplice ruolo di Strega, Puttana e Madre; la scena e i costumi sono di Daniela Dal Cin.
Le rappresentazioni avranno luogo alle ore 21,00 nei giorni feriali e alle ore 17,00 la domenica (lunedì 7 aprile riposo).
Per comunicazioni: Maria Luisa Abate: pubblicomarcido@libero.it Alla nostra prima "Commedia"! - note di regia di Marco Isidori   La commedia di un autore contemporaneo, la prima commedia rappresentata dai Marcido, La pace di Antonio Tarantino, sarà inscenata con l'obbiettivo dichiarato di far arretrare in secondo piano i gangli drammaturgici, affiancando alla loro pur necessaria, e per certi versi decisiva, servitù narrativa, la potenza a nostro avviso assai più rilevante, anzi indispensabile perché il Teatro sia, di una scrittura scenica affidata ad una serie di virtù che chiameremo virtù recitative "grasse", vogliamo cioè significarne l'abbondanza e dunque il costante loro essere portate sul filo di quel grottesco fonico che ha caratterizzato, strutturandolo negli anni, lo stile della nostra specifica ricerca teatrale.
Una recitazione allora il cui coefficiente di "naturalismo" (chiamiamolo così!) sarà tanto più pertinente con le intenzioni della testualità, quanto più si riuscirà a renderlo specchio fedele di questa, questa stessa inarcando in sapienti flussi sonori fino all'auspicato raggiungimento di quel perfetto sponsale tra le intenzioni della drammaturgia verbale, e l'interpretazione cantante che noi proponiamo perché la parola del poeta possa vivere in scena incidendo quale testimonianza verace di un Teatro Moderno.
Una grande semplicità scenografica (le scene sono state create, come di consueto, da Daniela Dal Cin) sovraintende alla cifra visiva di [...]

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