La Posa (secondo tempo)

La tenda si è richiusa appena adesso.Scudo rosso di velluto a luci e suoni dalla biglietteria.La maschera seduta in fondo accavalla le sue lunghe belle gambe.Quacuno si volta a rubarne l'immagine prima del buio.Gambe lunghe, velate dalle calze, la coscia superiore un po schiacciata e fatta larga nella posa.La gonna corta grigia della divisa è risalita e mostra quasi l'orlo nella penombra.
Puoi giurare di aver visto il bordo della calza, dove si fa doppio e l'elastico serra la carne e si tende nella presa.La maschera sorride perchè sa di quegli sguardi.
La gonna e le calze aono lì apposta.Ma ora è buio.
Non si vede più nè il sorriso, nè la gonna risalita, nè la calza che si trasforma quasi in carne lì in alto..dove si fa terra di confine tra la veste e il desiderio.Anche l'uomo che si era voltato platealmente ora si gira.La Posa(..secondo tempo...) La Prima Posa La prima posa è quasi un gioco.
Il mattino dopo Martino parla ad Anna dell'entusiasmo e dell'ammirazione per il lavoro del vecchio professore e l'idea nasce così a Martino, quasi per caso.
Martino ha il mestiere del Maestro a sufficienza tra le mani per aver capito e interpretato bene anche due o tre sguardi volti alla sua donna dal pittore.
Martino però dopo il risveglio parla con Anna solo delle scoperte e della bella occasione della gita all'isola e della luce che lì il pittore ha trovato e rovesciato nelle tele e non di quegli sguardi.
Martino che si era svegliato quel mattino, nell'aria di primavera e mare entrata dalla finestra aperta dalla sera.
Anna dorme ancora, Martino la bacia sul collo, la sfiora.
La guarda nuda appena tolto via il lenzuolo.
La guarda, è strano con l'occhio di chi usa i pennelli.
Ed è la prima volta che la vede così.
Strano.
Sarà l'atmosfera della casa.
La visita al Maestro, forse, ma Martino guarda Anna nuda con nuova commozione.
La gamba sinistra ripiegata alta, verso il petto, Anna dorme quasi sul fianco, l'altra stesa e distesa.
L'ombra all'incrocio delle gambe, scura di pelo malcelato, la curva delle natiche, tagliate come nello spacco di un frutto estivo.
Il viso di Anna non si vede, è nascosto da un braccio ripiegato anch'esso e in parte nascosto, come il profilo del viso, dai capelli mossi dal sonno e dalla notte.
Martino ha nuova commozione per quel corpo che conosce.
Lo percorre con lo sguardo.
Poi comincia a baciarla e carezzarla, prima solo a sfiorare dolcemente.
Poi, ai primi ancora insonnoliti movimenti di lei, al sollevar di reni…allo scostarsi del viso e del braccio sul cuscino, infila la mano tra le [...]

Leggi tutto l'articolo