La Rivoluzione

Perché ogni cosa ha due facce.
Due come minimo, ma fondamentalmente due.
E quindi, mentre pensavo che si trattasse di un vero peccato essere da queste parti solo per lavoro, riuscivo poi facilmente a rivoltare la cosa e pensare alla fortuna di vedere tutto questo mentre stavo lavorando.
E’ uno dei tratti di autostrada più cari d’Italia e forse del mondo, l’ultimo pezzo della Genova – Rosignano, da Livorno fino al termine, Rosignano appunto.
Anche questa cosa si può però trasformare nel fatto, che mentre nello scarsissimo traffico osservi le colline dell’entroterra di Vada, tutto quello che vedi vale sicuramente il prezzo del biglietto.
E proprio perché l’ho fatta mille volte nei giorni feriali, l’esperienza che non ci sia traffico è consolidata.
A volte l’ho percorsa completamente in solitaria, senza incontrare nessuna scatoletta di lamiera munita di ruote come quella in cui sono seduto.
L’ultimo pezzo è un serpente che si snoda appunto tra le colline, attraversandone alcune, un serpente che è ben visibile nella sua interezza mentre lo percorri.
Questo mi aveva fatto facilmente notare che alcuni chilometri davanti a me, poco prima dell’ultima galleria, c’era un assembramento di auto ferme, incolonnate.
Il sabato e la domenica è una cosa piuttosto comune, perché tutti quelli che vanno al mare trovano l’imbuto del casello dove l’autostrada finisce.
Negli altri giorni può voler dire solo una cosa, che c’è un incidente o comunque qualcosa di grave che blocca la circolazione.
Fossero stati solo lavori ci sarebbe solo qualche rallentamento.
Avevo quindi diminuito la velocità, in attesa di raggiungere dopo pochi minuti quel punto, e mi ero accodato.
Non mi sbagliavo, le scatolette di lamiera con le ruote avevano tutte il motore spento, come se fossero rassegnate ad una attesa piuttosto lunga.
Anzi, da qualcuno di questi involucri le persone uscivano, incamminandosi lungo la carreggiata verso il punto dove c’era la probabile causa di tutto questo, cosa che succede appunto quando la situazione non mostra nessun segno di evoluzione.
Io invece ero rimasto al mio posto, seduto.
Non mi manca la pazienza, così come sono assolutamente privo di quella curiosità che hanno molti di proiettarsi immediatamente in prima linea, anche con una certa morbosità, quasi con l’oscura speranza di vedere qualcosa di terribile, magari da poter raccontare con dovizia di particolari.
Io invece sono terrorizzato da queste cose, addirittura quando me le raccontano.
Dopo un’ora non era successo ancora niente [...]

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