La Sensibilità del'Anima

Cresciuta nel tempo; affinata, dalle esperienze dolorose della vita; evocata, per quell'estrema tensione al tentare di capire quelle emozioni, spesso devastanti, che attraversano la vita, la Sensibilità sfugge alla comprensione dei più che la percepiscono come debolezza tutta umana.
Persino curata, nel tempo, come malattia psichica, da medicine, che vi hanno letto patologie come manifestazione ed espressione di somatizzazioni psichiche, di riflessi organici dovute a carenze e squilibri alimentari o a traumi insoluti.
Poi c'è l'osservazione e, con essa, la ricerca e la scienza che ne hanno allargato i campi di indagine.Così, nel tempo, la Sensibilità è divenuta oggetto, oltre che della medicina tradizionale, delle neuroscienze, della psicobiologia, della naturopatia, dell'omeopatia, dell'intelligenza emotiva, dello stato di salute, inteso, nell'accezione più ampia, come benessere individuale e psicofisico.
La Sensibilità è in aumento ( definita anche Fattore C= Caos, Coscienza, Conoscenza, Comprensione)  e produce, come  effetto di un processo evolutivo, non soltanto risvolti organici negativi, quali, intolleranze, allergie, sindromi sempre più complesse di adattamento alimentare e ambientale. Sul piano collettivo, la Sensibilità, è motore sociale; la spinta ad incontrarsi, a condividere, ad unirsi, a fare gruppo, a realizzare comunità.
Quali che siano i valori, ad essa sottesi, produce apertura, confronto, dialogo.
E non può esserci altro termine per indicare, la portata dell'effetto che diffonde, come risposta a ciò che, per decenni, ha condotto al rintanarsi come difesa, per circoscrivere e combattere, la sofferenza che produce.
 Ma "Sensibilità" e "Sensibilità dell'Anima" sono la stessa cosa? Edward Bach (medico, batteriologo e immunologo) scopritore degli omonimi  fiori, ne postulava la condizione essenziale, nella facoltà di percepire gli stimoli provenienti  dal mondo esterno e nel definirne inclinazioni, istinti ed emozioni, come intrinseca capacità non soltanto umana e, individuava, nella Sensibilità, la causa della  disarmonia mente-anima che precipitava nell'organismo determinando la malattia.
Per quanto mi riguarda, c'è indubbiamente una parte di verità in questa concezione, ma sarebbe del tutto insufficiente se, per esempio, si delegasse, esclusivamente all'uso delle essenze floreali, la cura del proprio organismo e, altrettanto insufficiente, si rivelerebbe qualunque medicina  intesa come farmaco) che fungesse da delega rispetto alla personale cura delle relazioni [...]

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