La Taranta

                        Tesseva la sua tela in silenzio, la taranta.
Aveva steso l'ordito tra i rami, in controluce, i soliti passaggi rapidi sui fili, elegante e leggera.
Aveva in testa la morte, la taranta, non la vita che giurava di dare, non l'amore che prometteva al suo amante, ignaro dell'inganno, della trappola che non vedeva.
Lei giocava correndo sui fili, un funambolo perfetto, volando da un'estremità all'altra della tela che la brina bagnava, che il sole rendeva lucente.
La taranta tirò l'ultimo filo, impietosa, rimase immobile, in attesa.
L'amante ingenuo vi restò attaccato: lei fece schizzare il veleno, ma l'amore vinse la morte e seminò la vita.
Salvatore Armando   

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