La banda del buco è finita in manette

Cronaca 26 febbraio 2011 La banda del buco è finita in manette CUGLIATE FABIASCO Dieci mesi di indagini per venire a capo della banda di ladri che lo scorso anno rubarono somme considerevoli al Carrefour di Cugliate Fabiasco, e prima ancora l'ufficio postale di Cassano Valcuvia.
Ne hanno la certezza la procura di Varese e i detective della Squadra mobile della questura di Varese, che hanno ottenuto dal giudice per l'indagine preliminare del tribunale di Varese otto ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti soggetti, gravemente indiziati peraltro di appartenere ad una banda specializzata appunto in furti ad uffici postali e centri commerciali del Nord Italia.
I destinatari dei provvedimenti restrittivi sono Virgilio Colferai di 54 anni, Luciano Colferai, 30 anni, Omar Colferai, 32, Lorenza Moretti, 52, Donald Suffer, 37, Flavio Falvo, 46, Giuseppe Scavone, 39, Ettore Milesi, 54, tutti già detenuti presso gli istituti di pena di Brescia, Novara, Bergamo, Verbania ed Imperia.  Gli arresti rappresentano l'epilogo di uno stralcio dell'attività investigativa conclusa nei giorni scorsi con 13 arresti dal commissariato di polizia di Domodossola, alla quale la Squadra mobile di Varese aveva fornito appunto supporto e collaborazione in relazione ai colpi compiuti nella nostra provincia.
In quella sede era finito in manette il castellanzese Antonio Tripodi, guardia giurata, accusata di fare da basista.  Due i fatti contestati agli otto arrestati: furto di oltre 16mila euro all'ufficio postale di Cassano Valcuvia mediante danneggiamento della grata di una finestra, recisione dei cavi telefonici e foro nella cassaforte, avvenuto nella notte tra il 4 e 5 aprile 2010; furto di 25mila euro in contanti dal supermercato Carrefour di Cugliate Fabiasco, attraverso manomissione del sistema di allarme, forzatura di alcuni ingressi e foro nella cassaforte, avvenuto tra il 18 e 19 giugno 2010.
Per gli inquirenti si tratta di una vera e propria banda criminale che si era assicurata proventi illeciti pari a circa 300mila euro.
Per ogni colpo, si procuravano nuovi attrezzi da scasso, seghe circolari, scale e quanto altro utile per introdursi nei locali da colpire, tagliando le inferriate poste alle finestre e le casseforti all'interno, utilizzando sempre guanti da lavoro.

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