La barbarie dell'infibulazione: un orrore da cancellare

    Infibulazione, una pratica da condannare senza mezzi termini di Mirna Cortese - popoffquotidiano.it130 milioni di donne mutilate in tutto il mondo, a cui si aggiungono ogni anno 3 milioni di bambine (Immagini che possono urtare la sensibilità) Oggi è la Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, e si avvicina il 25 novembre, dichiarata dall'Onu Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Sono passati anni, molte cose sono state fatte grazie all'impegno di organizzazioni femminili e femministe sempre in prima linea, tante altre aspettano risposte.
Tra queste una delle violenze più devastanti di cui, in molte parti del mondo, sono vittime le bambine e le adolescenti, le mutilazioni genitali femminili (Mgf) di cui la forma più nota è l'infibulazione.
Se ne parla troppo poco eppure stime Unicef riportano che nel mondo sono circa 130 milioni le donne che convivono con terribili mutilazioni genitali a cui si aggiungo ogni anno, in base agli attuali trend demografici, circa 3 milioni di bambine sotto i 15 anni, una su cinque vive in Egitto.
Nei prossimi dieci anni, secondo l'Unicef, altri 30 milioni di bambine rischieranno di subire questa pratica.
Le mutilazioni dei genitali femminili sono praticate sopratutto su bambine tra i 4 e i 14 anni di età.
Tuttavia, in alcuni paesi vengono operate bambine con meno di un anno di vita, come accade nel 44% dei casi in Eritrea e nel 29% dei casi nel Mali, o persino neonate di pochi giorni come accade Yemen.
Complessivamente sono circa 29 i paesi, tra Africa e Medio Oriente, a seguire tali pratiche.
Escissione e cucitura della vulva Le mutilazioni genitali femminili sono di diverso tipo ed includono pratiche tradizionali che vanno dall'incisione all'asportazione, parziale o totale dei genitali femminili esterni - clitoride e piccole labbra, parte delle grandi labbra - per poi procedere a cauterizzazione e cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere l'uscita di urina e sangue mestruale.
E' conosciuta, prendendo il termine dalla tradizione dell'antico Egitto, come infibulazione faraonica.
Il più delle volte viene eseguita senza anestesia, con coltelli, lame di rasoio, vetri rotti o forbici.
Situazioni a rischio che possono portare anche alla morte per le frequenti emorragie.
Le conseguenze sono infezioni, cheloidi, tetano e addirittura infertilità, oltre a problemi nei rapporti sessuali e durante il parto.
L'evento provoca un trauma gravissimo, molte bambine entrano in uno stato di choc a causa [...]

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