La canna

  Arrotolava la cartina mescolando tabacco e fumo, mentre lei versava del vino, nascondendo la perplessità di qualcosa che le faceva paura.
Accese e spaccò lui, con un sorriso rassicurante.
Ridendo incosciente nella coscienza del suo timore fece il primo tiro, fu ampio e coraggioso.
Il fumo le entrò subito in circolo bagnando gli occhi e riducendoli a due lumicini, potee sentire il corpo che si rilassava, malgrado l’adrenalina.
Si passarono la canna e il vino e abbatterono ogni difesa, muro, protezione, inibizione.
La musica della televisione sostituiva la radio, la sua luce il lume.
Fu tutto molto strano, sospeso, etereo.
Ogni gesto era un pezzo di sé, un bolla d’amore e di leggerezza e di libertà che non si disuguagliava dall’altro.
Nella stanza fluttuavano come due ballerini di teatro, calati perfettamente in una parte che sostituiva le maschere, per farli uscire nudi, interi, veri.
Ogni sovrastruttura si era sbriciolata lasciandoli incantati dalla bellezza di quello che c’era.
  Dal buco della serratura Adele, vedeva il corpo di lei, illuminato dalla luce della televisione che sembrava danzare, coinvolta da una musica che le era entrata dentro e che le impediva di stare ferma.
Si poteva vedere l’espressione più selvaggia e accesa, di quello che la passione allo stato puro e intatto è in grado di fare trasformando gli esseri in impazziti ballerini alla ricerca dell’estasi, come assenza di morte, ma comunque rinascita.
  Lui, arricchii la comunicazione più alta, confessandogli all’orecchio inconfessabili vergogne del passato, il privato mai detto, mai svelato.
Affondava dentro di lei con tutta la protuberanza, la forza, il peso, i muscoli e mentre lo faceva gli parlava di sé, dell’intimo più intimo.
Ogni volta che lei cercava di fermarlo per ascoltare meglio ciò che gli stava confessando, lui fermava la sua confessione, quindi a lei non restava altro che incentivare l’atto, godendo di una cosa che s’intrinsecava e che non poteva essere senza l’altra.
  Adele, dal buco della serratura di quella stanza chiusa, può ancora vedere la danza delle anime che fanno l’amore e la sessualità più sfrenata che riesce a contenere tutta la magnificenza di qualche cosa che a livello basso si innalza a livello più alto in una integrità degli esseri  che porta all’unità di essi.
  Una intelligenza perduta per chi fa della sessualità effimera assuefazione che lascia incompleti.
    Attenta 

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