La capsula Cygnus verso la Stazione Spaziale

Lanciato il cargo Cygnus verso la Stazione Spaziale: trasporta 3,3 tonnellate di rifornimenti e materiali per gli esperimenti scientifici destinati agli astronauti.
Il lancio è avvenuto con un razzo Antares alla base Nasa di Wallops Island, in Virginia.
Partito dopo il rinvio di ieri, il cargo è stato realizzato per conto della Nasa dall’azienda Orbital Atk, con un importante contributo italiano, della Thales Alenia Space (Thales – Leonardo), che negli stabilimenti di Torino ha costruito il modulo che trasporta i materiali.
L’arrivo del cargo alla Stazione Spaziale è previsto giovedì 24 maggio e sarà l’astronauta americano Scott Tingle a catturare il cargo con il braccio robotico, assistito dagli altri due americani a bordo, Ricky Arnold e Drew Feustel.
Dopo la cattura, il centro di controllo a Terra controllerà il braccio robotico per agganciare Cygnus al nodo Unity.
 Quella lanciata oggi è la nona missione commerciale di rifornimento della Orbital Atk destinata alla Stazione Spaziale .
Lungo 6,4 metri e con un diametro di 3 metri, il cargo Cygnus è una capsula senza equipaggio e quando raggiungerà la Stazione orbitale saranno i centri di controllo a Terra a gestire la manovra di avvicinamento.
La capsula è composta da un modulo pressurizzato per il trasporto di materiali e da un modulo di servizio che ospita il sistema di propulsione, costruito dalla Orbital Atk.
La capsula trasporta rifornimenti e materiali per gli esperimenti, come innovativi strumenti per il sequenziamento genetico dei batteri nello spazio e per ricerche nel campo della fisica.
A bordo c’è anche un sestante per la navigazione in mare che servirà per testare la sua affidabilità in caso di navigazione di emergenza durante missioni nello spazio profondo, lontano dalla Terra.
L’abilità di avvistare gli angoli tra Luna o altri pianeti e le stelle offre infatti all’equipaggio un’altra opzione per trovare la strada di casa se le comunicazioni con la base e i computer fossero compromessi.
 A bordo ci sono anche strumenti per il sequenziamento genetico dei batteri nello spazio e per ricerche nel campo della fisica.  La vita nello spazio richiede anche procedure semplici e veloci per monitorare la presenza di batteri potenzialmente nocivi: è questo lo scopo dell’esperimento Best, Biomolecule Extraction and Sequencing Technology, che permetterà di riconoscere microrganismi che gli attuali metodi non possono identificare e di verificare anche eventuali mutazioni genetiche dovute all’ambiente spaziale.
Infine [...]