La città sospesa

Una città sospesa.
È quella che appare Avellino.
Un “paesone” di circa 58mila abitanti, sedicente capoluogo di provincia nonché capitale dell’Irpinia.
La “diminutio” trova la sua ragione d’essere nel fatto che, seppur con il progresso e l’emancipazione, almeno quella dei luoghi del Mezzogiorno interno, da diversi anni ha imboccato la strada ripida della decadenza.
In ogni campo.
E non c’è “sindaco ridens” che tenga. Alla crisi della politica e della rappresentanza, con la clamorosa circostanza, non proprio accessoria, di avere un presidente dell’amministrazione provinciale non scelto dal popolo ma da funzionari e amministratori già in carica, si è intanto abbinata quella endemica che affligge il sistema economico locale.
Come suo effetto, la desolazione e lo spopolamento inarrestabile dell’entroterra irpino, con lo stesso capoluogo che è da decenni pressoché fermo sul piano demografico. La particolarità di una tale condizione si accentua, raggiungendo livelli ancora più insostenibili, ...

Leggi tutto l'articolo