La civiltà del peggiore.

La nostra civiltà si basa su un solo valore: la proprietà.
Da questo valore nasce la necessità del denaro col quale poter acquistare la proprietà (una casa, della terra, il cibo, etc.).
Da ciò deriva che la persona di “successo” è quella che possiede di più.
Il valore della persona è in ciò che possiede e non in ciò che è.
Questo porta inevitabilmente a sviluppare l’avarizia e l’egoismo come fossero qualità.
Non dare, non condividere, tenersi tutto, permette quell’aumento delle proprietà che identifica la persona vincente.
Ma ovviamente, per diventare ricchi, non basta quanto esposto prima: occorre anche aumentare le possibilità di guadagno e questo avviene, la cronaca ce lo insegna, tramite la corruzione, il ricatto, le minacce ed altro.
E’ inoltre conveniente eseguire lavori approssimativi (riparazioni non definitive, prodotti con durata limitata, consulenze lasciate a metà) affinché sia necessario ripetere il lavoro aumentando così i guadagni.
Se poi si riesce a creare un monopolio...

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