La cometa Ison si avvicina al Sole..Che fine farà la cometa del secolo??

ROMA - Durante le prime ore del 27 novembre la cometa Ison ha fatto il suo ingresso nel campo visivo dell'Osservatorio solare ed eliosferico dell'Agenzia spaziale europea e della Nasa.
In una delle foto del sito, la luce emanata dalla nostra stella è bloccata in modo da rendere visibile tutto ciò che c'è intorno, e in basso, a destra, spunta lei, Ison, che si avvia al suo perielio.
Il passaggio del suo viaggio che toccherà più da vicino il Sole è atteso per il 28, quando sarà a 730.000 miglia di distanza dall'astro.
Ci sono grandi aspettative tra gli appassionati perché il prossimo passaggio vicino al sole (intorno al 28 novembre) potrebbe determinare, nel migliore dei casi, una fantastica coda luminosa tra le più spettacolari che si ricordino.
Oppure disgregare il nucleo facendo crollare tutte le aspettative.
Dopo un lunghissimo viaggio iniziato nella Nube di Oort, la ISON raggiungerà il 28 novembre il perielio passando a 1.170.000 km dalla superficie del Sole.
Si leggono però online sempre più resoconti che riportano una drastica riduzione dell’emissione molecolare dalla cometa a fronte di un’enorme rilascio di polveri, che indicherebbero possa essere in corso una massiccia frammentazione del nucleo.
Una disgregazione del nucleo è sempre stato, purtroppo, il grosso rischio di questa cometa, perciò se davvero le cose stessero così sarebbe sicuramente uno sfortunato evento, ma non una sorpresa… Nonostante tutto però l’attenzione dei ricercatori resta alta, la sonda STEREO A della NASA sta riportando immagini straordinarie di entrambe le comete ISON ed ENCKE, e anche le osservazioni e i report degli appassionati diventano informazioni importanti per seguire gli eventi e capire cosa sta accadendo.
Quello che si potrà eventualmente osservare la mattina del 28 novembre è mostrato nell'illustrazione nel sito, che raffigura l’orizzonte est alle 6:30 del mattino, quando il Sole e la testa della cometa saranno ancora depressi di circa –7°.
Se avesse tenuto fede alle previsioni, della ISON si sarebbe comunque potuta vedere solo la parte terminale della coda, cosa che non è detto che non possa ancora accadere.
E’ la prima volta, infatti, che una “sungrazing” come la ISON viene seguita così dettagliatamente, e con una mole così alta di osservazioni, a pochi giorni dal perielio.
Ma soprattutto è la prima volta che gli astronomi hanno a disposizione una cometa di questo genere “fresca” da Nube di Oort, di cui poter studiare le imprevedibili dinamiche in diretta; studi importanti per gli [...]

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