La contestazione tardiva esclude la legittimità del licenziamento

La vicenda.
Un lavoratore, già responsabile dell’Ufficio vertenze di un sindacato, successivamente distaccato ad un patronato, con il compito di coordinatore regionale tra gli uffici provinciali, viene licenziato in tronco per giusta causa.
In particolare, al dipendente viene contestato di non aver ottemperato ai suoi incarichi, per totale mancanza di coordinamento interprovinciale, con violazione degli obblighi di diligenza ed obbedienza.
A ciò si aggiunge la contestazione avente ad oggetto la mancata attività di collaborazione con le amministrazioni pubbliche.
Il lavoratore decide di portare la questione in tribunale.
Oltre a contestare la legittimità del licenziamento, egli chiede anche il riconoscimento di mansioni superiori, per aver svolto l’attività di coordinatore.
Chiede inoltre la reintegrazione nel posto di lavoro.
Il Giudice del Lavoro dà ragione, ma a metà, al lavoratore.
La motivazione.
Secondo il Giudice, i testimoni (tutti comunque legati al sindacato), hanno sì confermato che il lavoratore non ha organizzato incontri e formazione, tuttavia il sindacato datore di lavoro ...
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