La coppia e il suo percorso...

Il mio Maestro, quando, nel suo studio, ha sotto il suo sguardo una coppia in difficoltà pone sempre, per iniziare, una domanda...
"Siete sicuri di avere lo stesso obbiettivo?".
Può sembrare troppo pragmatica, come domanda...
Mi sembra di sentire chi dice che l'amore è qualcosa di indefinibile, non misurabile, forse il sentimento (è davvero un sentimento?) più singolare e soggettivo che esista.
Conosco una persona che ama profondamente la sua donna per il suo modo di sorridere...
guai se glielo confidasse! Magari lei pensa di essere amata per la sua anima o la sua intelligenza...
chissà? Un giorno ho letto che là fuori non esiste la "persona giusta".
Quella dei sogni, per intenderci.
Quella che troviamo nelle fiabe da bambini.
Noi siamo la persona sbagliata...
per tutti.
E allora diventa fantastico giorno per giorno provare, lottare, cercare di rendere felice quella persona che per qualche bizzarro disegno del destino ha deciso (poteva andarle meglio) di camminarci a fianco.
Obbiettivo comune? Forse.
C'è una parola, nella domanda iniziale, che mi incuriosisce: "sicuri".
Sì, perché se domandassimo a 100 coppie che chiedono aiuto se vogliono risolvere, stare bene e amarsi, credo che otterremmo 200 "sì!".
Ma...
noi esseri umani siamo abilissimi nell'ingannare noi stessi...
senza saperlo ovviamente, altrimenti che inganno scadente sarebbe! E allora bisogna un po' scavare nelle risposte, negli sguardi...
nelle intenzioni.
Non esiste una situazione che regala più gioia e più vita della coppia...
ma forse non tutti sanno che il 70% degli omicidi avviene in famiglia! Diamo proprio il peggio di noi stessi.
Eh? Diamo il peggio quando ci sono emozioni forti in ballo...
e dove se non in coppia.
Ci si rende vulnerabili...
Ci si confida...
Emergono aspetti di sé di cui non si va proprio fieri...
Ma ci deve essere accettazione.
Solo se si viene accettati (non parlo di accetta, eh!), si può essere ben disposti a cambiare per l'altro.
Non nascondiamoci dietro a un dito...
i rapporti umani sono giochi di potere.
E attenzione...
anche impersonare (inconsciamente se volete) la vittima o la persona in difficoltà è un modo per avere potere sull'altro.
Ma allora che si fa? È proprio inevitabile inscenare questo teatrino? Un meraviglioso filosofo umanistico afferma che l'uomo dovrebbe "dimenticare sé stesso"...
e non intende che deve trascurarsi o considerarsi meno degli altri, ma dovrebbe volgere lo sguardo fuori di sé...
al mondo? All'altro? All'altra? Al suo scopo? Al suo obbiettivo...
possibilmente lo stesso obbiettivo [...]

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