La corte dei Conti sotto controllo

LA CORTE DEI CONTI SOTTO CONTROLLO 5/2/09    La Corte dei Conti ha il compito di accertare i danni cagionati allo Stato o altro ente pubblico dai suoi agenti e condannare i responsabili al risarcimento.
E' un organo di controllo che verifica come sono spesi i nostri soldi, le tasse che paghiamo.
Gli amministratori pubblici e i politici stanno impiegando tutto il tempo di questa legislatura a mettere sotto controllo i loro controllori.
Dopo la magistratura ordinaria ora tocca alla Corte dei Conti.
Vizzini, presidente della Commissione affari costituzionali, ha inserito un emendamento nella legge Brunetta.
L'emendamento di Vizzini mette i magistrati della Corte dei conti sotto il controllo dei politici.
Potranno fare ciò che vogliono dei nostri soldi con la sicurezza che nessuno li controllerà.  Beppe  Grillo.
  Gian Antonio Stella "Partiamo dal fatto che i controlli sono sempre di meno, a volte ci sono dei controlli alle amministrazioni comunali, su quelle regionali eccetera, che adesso sono spariti, e la Corte dei conti è rimasto l'ultimo grande baluardo contro un certo tipo di sprechi.
Non che funzioni bene! Costa tantissimo, cinque volte di più della Corte dei conti spagnola tanto per capirci, in alcune parti del Paese funziona decisamente male, però nonostante tutto è comunque un organo di controllo che argina alcune porcherie.
Si occupa un po' di tutto: dalla Croce rossa alle Regioni ai Comuni eccetera.
E' successo che come tutti gli organi della magistratura, ordinaria, amministrativa, Tar e Consiglio di Stato, anche la Corte dei conti ha un organismo di autogoverno proprio per essere sottratta, come le altre magistrature, al controllo e alle interferenze della politica.
Tradizionalmente e per legge, questo organo di autogoverno è presieduto da un presidente che viene scelto dalla politica, questo è vero, ma dentro una terna di proposta da un organo di autogoverno che equivale al CSM, per capirci, della magistratura ordinaria.
Il consiglio di presidenza dava una terna e il governo sceglieva chi voleva all'interno di questa terna.
Ora è chiaro che se tu vai a cambiare la composizione del consiglio di presidenza nel suo insieme, il consiglio di presidenza più politicizzato darà una terna diversa di quella ce dava prima, in cui il governo, di fatto, avrà modo di scegliere il suo preferito in maniera più diretta di prima.
Ed è esattamente quello che sta succedendo.
Con un emendamento inserito nella legge Brunetta, direttamente proposto direttamente dal presidente della Commissione affari costituzionali [...]

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