La corte europea dei diritti condanna l'Italia su Amanda Knox

Roma, (askanews) - Aveva fatto ricorso alla Corte europea dei diritti umani per aver subìto un processo ingiusto e maltrattamenti.
I giudici di Strasburgo hanno dato ora ragione ad Amanda Knox e condannato l'Italia per averle negato il diritto a un'assistenza legale, a un interprete indipendente e a un trattamento dignitoso, in occasione di un interrogatorio del 6 novembre 2007, subito dopo l'omicidio della sua ex-coinquilina Meredith Kercher a Perugia, per cui lei e Raffaele Sollecito, che si sono sempre dichiarati innocenti, sono stati definitivamente assolti.
È stato invece condannato a 16 anni Rudy Guede.
La Corte europea ha ritenuto che Amanda "non ha beneficiato di un'indagine capace di far luce sui fatti e su ogni responsabilità", anche se non ci sono prove che la ragazza americana sia stata sottoposta al trattamento inumano o degradante di cui si era lamentata.
Il tribunale, inoltre, ha ritenuto che il governo italiano non è riuscito a dimostrare che la restrizione dell'accesso dell'imputata a un avvocato non ha minato irrimediabilmente l'equità del procedimento nel suo insieme.
E che le autorità non hanno valutato il comportamento dell'interprete - che si vedeva come mediatore e aveva adottato un atteggiamento materno nei confronti di Knox - così da verificare se la sua assistenza fosse stata coerente con le garanzie previste dall'articolo 6 della Convenzione, o se avesse avuto un impatto sull'esito del procedimento penale.

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