La danza macabra di San Bernardino

Comincio a scrivere questo articolo in un pomeriggio di pioggia. Il giardino di casa è reso lussureggiante dalle mille tonalità di verde della primavera.
Tutto è lucidato dalla tempesta, integralmente smaltato dal riverbero della luce che riesce a filtrare tra le argentee nubi temporalesche.
Per me i colori e le atmosfere sono tutto, le conoscenze sono relative mentre le porte sensoriali balenano e dobbiamo avere il coraggio di afferrarne la maniglia, aprirle e soprattutto varcarle.
In un attimo mi trovo a vagare sospettoso per il tempio e rifugio del famigerato Colonnello Kurtz, il Marlon Brando anacoreta e guerriero di Apocalipse Now.
Penso a quei luoghi malsani e marcescenti in cui la morte è tangibile e palpabile.
Dove avevo già provato le medesime sensazioni? Dove mi ero soffermato a sussurrare un "eterno riposo" per le anime di sconosciuti e poveri divaoli? Dove avevo potuto ammirare nella realtà quello che nel medioevo era chiamato la "danza macabra"? Sprofondato nella poltrona di vimini sul terrazzo, la mia mente si riempiva delle note della pioggia, del sussurrare della morte e dell'oblio della nebbia.
Corro a recuperare immediatamente gli appunti, i disegni e le fotografie ...
ed ecco il luogo.
Non devo neppure sobbarcarmi un viaggio in barca sul fetido Mekong.
L'unico corso d'acqua che potrei percorrere è il Naviglio Grande che mi conduce a Milano.
 A San Bernadino alle Ossa se si lascia la fantasia correre a briglia sciolta, le similitudini che ci circondano si fanno palesi e ci guidano verso un viaggio vecchio di secoli.
Buon viaggio.
Carlo Fulginiti - Churchspotter Una personale interpretazione della facciata "civile" realizzata nel 1679 da Carlo Buzzi.
Vista della stupenda cupola - lo stile rococò dell'edificio fonde e confonde perfettamente l'atmosfera ariosa e luminosa della chiesa con quella macabra dell'ossario.
Una suggestiva immagine dell'altare Dettaglio dell'ossario...
la luce gioca strani effetti - Il re Giovanni V del Portogallo, durante una visita nel 1738, venne ammaliato da questa cappella e volle che venisse fedelmente riprodotta a Evora (nei pressi di Lisbona).
Un bel primo piano di alcuni degli ospiti.
Memento mori - le ossa vennero riesumate dai cimiteri soppressi dopo la chiusura dell'ospedale locale, attivo fino alla metà del seicento.
 photo by Carlo Fulginiti http://instagram.com/fulginiti86/

Leggi tutto l'articolo