La deregulation

Articolo di Cristiano Martorella sulla deregulation in Giappone pubblicato dal sito Nipponico.com alla voce Kisei Kanwa.
       Kisei kanwa, la deregulation Liberismo e libero mercato nell’economia giapponese di Cristiano Martorella 20 dicembre 2002.
Deregulation si dice in giapponese kisei kanwa.
Un altro modo per dire deregulation è kisei teppai.
C’è una leggera differenza fra le due espressioni.
Kisei significa regolamentazione.
Kanwa è un’attenuazione, mentre teppai è un’abolizione.
Dunque i giapponesi preferiscono tradurre deregulation con kisei kanwa che ha il senso di una diminuzione delle regole, così come nel significato originale del termine deregulation (deregolamentazione).
Prima di trattare l’argomento in questione è necessaria una premessa.
La società e l’economia giapponese hanno una propria specificità che si è realizzata attraverso il particolare sviluppo storico e culturale del paese.
Tuttavia questa specificità non impedisce di inquadrare il Giappone in un contesto internazionale secondo le tematiche universali della politica e della sociologia.
D’altronde il contrasto fra particolarità e universalità è un problema filosofico ancora dibattuto.
Eppure nessuno studioso serio metterebbe in dubbio l’efficacia del metodo comparativo.
La comparazione è uno strumento storiografico che serve a cogliere corrispondenze e differenze specifiche (1).
Fu lo storico Noro Eitaro (1900-1934), autore di Nihon shihonshugi hattatsushi (Storia dello sviluppo del capitalismo giapponese) che dimostrò l’utilità del taglio comparativo capace di trattare i fenomeni giapponesi facendo uso di un linguaggio universale.
E non possiamo dimenticare che il più autorevole sociologo, Max Weber (1864-1920), fu un tenace sostenitore nonché teorico e utilizzatore del metodo comparativo.
Secondo Weber la spiegazione causale dei fenomeni culturali concerne la relazione individuale fra fenomeni storici e non la sussunzione di questi dentro un sistema di leggi generali, come avviene invece per le scienze naturali.
Così si salva il carattere oggettivo e scientifico dell’indagine senza precludere la possibilità di stabilire relazione esplicative tra i fenomeni storici.
Dunque non c’è motivo di dubitare della validità del metodo storico comparativo.
Il liberismo è la teoria economica che sostiene il vantaggio personale come unico e autentico stimolo per l’uomo ad operare in economia.
Pertanto il sistema economico più consono sarebbe la libertà d’impresa o libera iniziativa.
A livello [...]

Leggi tutto l'articolo