La dignitosa morte di un guerriero.

Pantani non mi era simpatico.
Sapevo poco di lui, ma le troppe dichiarazioni stonate, sopra le righe e il patetico bullismo di provincia che ostentava me lo rendevano estraneo e antipatico.
Come ciclista era un grande; mai visto nessuno scalare le montagne a quel modo, con potente leggerezza, neanche il leggendario Merckx.
La morte lo ha consegnato al mito.
E non solo per la giovane età, ma per le modalità stesse con cui è avvenuta.
Soltanto un leone ferito sa appartarsi nel proprio dolore, come ha fatto Marco, solo un individuo disperato, ma superiore cerca, in solitudine, le proprie ragioni per vivere o per morire.
Una morte gloriosa ed eccessiva quella di Pantani, lo stesso stile a cui ci avevano abituato le sue imprese sportive.

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