La dittatura della maggioranza

Sulla questione della "dittatura della maggioranza".
Alcune note Written by Attilio Mangano Friday, 25 March 2005 1.
Da Prodi a Tocqueville Il tema della dittatura della maggioranza è stato in questi ultimi giorni rievocato, per così dire, da Romano Prodi, non so quanto davvero a ragion veduta o come pretesto "tattico".
E' un tema che fa parte a pieno titolo di quei punti alti del discorso sulla democrazia e i suoi limiti che i "classici" ci consegnano e per questo, preso sul serio, costituisce una occasione di rivisitazione che può aiutare a decifrare il presente alla luce di una prospettiva storica.
Da un lato infatti il cosiddetto uomo della strada è bombardato tutti i giorni dalla "retorica" della democrazia, patrimonio linguistico dei politici che hanno il compito liturgico di sottostare a un rituale anche quando sanno bene di ripetere dei luoghi comuni.
Dall'altro però è sotto gli occhi di tutti proprio in questo periodo come la democrazia si presenti di colpo come una "posta in gioco" a cui si richiamano popoli in lotta e che in suo nome nuovi conflitti si riaprono contro vecchi poteri e tirannie.
Siamo dunque in presenza di un paradosso: il richiamo alla democrazia serve a chi vuole conservare l'esistente e a chi vuole invece cambiarlo del tutto, la parola è la stessa e ha una sua ambivalenza o la parola è solo apparentemente la stessa perché poi esistono modelli e applicazioni fra loro diversi? La risposta in verità non è univoca, si può riconoscere infatti da un lato che il modello della politica democratica costituisce un'eredità di fondo e un patrimonio comune che ha la sua origine nella polis greca e dall'altro che di esso fan parte a pieno titolo sia l'aspetto della critica (dei limiti) della democrazia sia i tentativi storici di dar luogo a un preteso superamento dei suoi limiti.
Per questo motivo rivisitare il tema può essere occasione di ripensamento in senso ampio.
Il primo e più famoso pensatore politico che ha parlato di dittatura della maggioranza è, come molti sanno, Alexis Tocqueville nella sua famosa opera sull'America.
E' un passo così famoso e così citato che non dovrebbe dar luogo a dubbi interpretativi di sorta: da tipico esponente del pensiero politico liberale Tocqueville indica in una malintesa (e soprattutto malpraticata) eguaglianza il rischio della tirannia della maggioranza,il conformismo di chi si adegua alle regole del gruppo, di chi si uniforma alla volontà del potere, il bisogno di sicurezza che ciò produce.
Si tratta insomma di un passaggio celebre, di uno dei [...]

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