La giusta via cap38

1983, anni 18.
Diario di un viaggio per l?italia con moto, tenda e sacco a pelo.
L'anno scorso in questa vallata io, Bubu, Bocia e Alex trovammo una bella chiesetta posta tra il margine della strada ed il torrente, con un bel portico nascosto e asciutto, e la notte ci dormimmo, proprio sotto lì.
Con Bubu decidemmo di passare la notte ancora là.
La notte era tiepida e profumata, non valeva la pena di montare la tenda.
Come già nei boschi di Idro, dormimmo solo con i nostri sacchi a pelo e Bubu con poche parole cominciò a ricordare questa nostra ennesima avventura, e poi tutte le altre vissute insieme.
E poi la musica e le ragazze...
Dio , diceva, io divento matto per le donne! Come faccio a mettermi ufficialmente con Roberta? Il torrente mandava un rombo continuo e monotono.
Poi Bubu mi disse che a volte aveva paura, paura che domani non potesse essere più  bello come adesso; paura che domani non riuscisse più a trovare facilmente la giusta via delle cose, delle emozioni, dei gesti...
Diceva che non voleva perdere me e gli altri amici e così via per un sacco di tempo.
Diceva che adesso gli sembrava di vivere in paradiso, che si sentiva addosso tutta la libertà di questo mondo e tutta la forza dell'universo, e che siccome gli pareva tutto incredibilmente fantastico, aveva paura che domani non fosse più così.
Che avrebbe fatto? Gli risposi di non preoccuparsi perchè adesso questi problemi non esistevano.
I tuoi problemi gli dicevo sono tutti problemi futuri, e appunto perchè sono futuri, non sai se si realizzeranno oppure no.
E' inutile che tu stia male adesso per qualcosa che deve ancora succedere, Se poi succederanno, la giusta via sarà quella che al momento ti sembrerà la migliore da intraprendere....
non te la menare.
Parlavo così ben sapendo che le sue paure erano paure mie, identiche in tutto e per tutto.
Lui mi disse che mi invidiava: tu si che sai il fatto tuo! Ma come gli rispondevo?: guarda che sono io che ti invidio perchè tu sai il fatto tuo! Che storia è questa? Cominciammo a ridere, a ridere a più non posso, a ridere fino a farci lacrimare gli occhi.
Eravamo dentro ai sacchi a pelo con la schiena appoggiata al muro della navata di destra.
Bubu tirò fuori due sigarette ed in silenzio le fumammo con voluttà.
Il mattino dopo mi sveglia presto.
Bubu dormiva ancora.
Andai al torrente a lavarmi.
L'acqua era gelida e finite le abluzioni mi sentivo energico e frizzante.
Ritornai sotto il portico.
Bubu dormiva ancora.
Non avevo notato che dietro di noi partiva una piccola scaletta di pietra che [...]

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