La guerra civile delle due Sicilie

La guerra civile delle due Sicilie Di OnestaMente E’ nostro dovere di cittadini pensanti, non credere mai ciecamente alle versioni ufficiali, sempre troppo semplicistiche e dettate dalle ragioni dei vincitori.
Per quelli che non sanno nulla di storia, sto  scrivendo degli ultimi 6 anni di quel periodo cruciale, che a scuola vi raccontano come il “Glorioso Risorgimento Italiano”.
Gli anni in cui tutto lo stivale, tra iperboloici atti di eroismo e unanimi manifestazioni di gioia, si unì in un unico stato centralizzato.
Mai come allora la verità fu messa al bando e i libri di storia riempiti di menzogne e di eroismi sintetici mai come allora i liberatori si rivelarono come dei crudeli assassini e i briganti come dei coraggiosi guerriglieri.
Ma andiamo con ordine: era la notte del 5 maggio 1860; nel porto di Genova, il futuro “eroe dei due mondi”, tale Giuseppe Garibaldi, stava finendo le operazioni di carico dei due battelli a vapore Piemonte e Lombardo, destinati a trasportare i suoi mille uomini fino a Marsala, in Sicilia, dove avrebbero cominciato l’invasione del regno delle due Sicilie, comprendente praticamente tutto il sud, da Napoli in giù; esso era retto dalla dinastia dei Borboni.
Personaggio poliedrico, Garibaldi era un ex commerciante di schiavi e ladro di cavalli, aveva i capelli lunghi per nascondere l’orribile orecchio mozzato, che gli fecero in Argentina, per punirlo di tali ruberie.
Davanti a quella seppur entusiasta, banda di giovanotti e di criminali male armati (avevano fucili ad avancarica vecchi e inadeguati, che si inceppavano un colpo si e uno no), chiunque sarebbe stato tentato di rinunciare all’impresa; ma Garibaldi ara fiducioso… Godeva infatti della protezione e del finanziamento, oltre che della casa regnante Piemontese dei Savoia, anche dell’Inghilterra e della massoneria internazionale (Garibaldi, Mazzini e Cavour erano massoni), già attiva nella corruzione di un largo numero di ufficiali borbonici.
Infatti, i Garibaldini riuscirono a raggiungere Marsala miracolosamente senza incontrare alcuna nave nemica.
Lo sbarco fu una cosa imbarazzante; con le tante proprietà inglesi che innalzarono la bandiera britannica (chi libera chi?) e uno dei battelli che andò a incagliarsi davanti alla spiaggia, costringendo i garibaldini a farsi il bagno.
I difensori cominciarono a sparare troppo tardi e mirando male, apposta per non rovinare le operazioni di scarico di armi e vettovaglie.
Sappiate che saranno circa 2300, gli ufficiali borbonici voltagabbana, che si ritroveranno ad avere [...]

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