La guerra dello spam: a chi giova?

Dicono sia in atto una guerra informatica tra un paio di organizzazioni, di cui una si è autoeletta paladino del mondo libero della rete, e come tale si arroga il diritto di creare delle black lists arbitriarie.
Si chiama Spamhaus.
Dalla parte opposta c’è il supermegaserver Cyberbunker.
La prima è un’organizzazione mondiale no-profit che in pratica è quella che vi blocca la posta nel caso facciate parte di una serie di account definiti pericolosi.
A volte il perché ci sfugge, ma la nostra posta non parte dato che viene giudicata SPAM.
Ogni giorno sono circa 80 miliardi le mail bloccate, e nonostante tutto, ci arriva ancora immondizia.
Per quel che mi riguarda sarà almeno il 90% di quello che ricevo.
Da questo mi verrebbe in mente che tutto questo bel lavoro, i guardiani della posta non lo facciano.
Dall’altra parte della barricata, il megaserver che si trova in un bunker antiatomico olandese, vicino Kloetinge, al sicuro dagli attacchi di chi voglia, e ce ne sono tanti, giocare a wargame con i siti altrui.
Nei suoi storage ci sono sia BitTorrent che PirateBay, i massimi condivisori di materiale copiato.
Nel bunker ci si sentiva protetti.
La protezione dei dati verrebbe offerta a chiunque, purche non siano siti con contenuto pedopornografico o terroristico internazionale.
Altre organizzazioni criminali russe, però, sarebbero ben comode al suo interno.
La guerra comincia con l’inserimento di Cyberbunker nella lista nera di Spamhaus, provocando il blocco delle informazioni, per la maggior parte non pericolose, causando disagi in tutta la rete.
E praticamente quasi tutti affermano che questo guardiano non abbia i titoli per effettuare queste censure preventive.
Per difendersi e contrattaccare, Cyberbunker ha scatenato un DDoS.
L’attacco definito DDoS (Distributed Denial of Service) viene attuato così: si genera un grandissimo numero di richieste di accesso ad un sistema o ad un sito così che chi subisce un attacco non possa soddisfare tutte le richieste (anche un semplice click su un link), e si blocca, collassando, se non si è premunito contro questi attacchi.
La metafora che tutti enunciano è quella dell’autostrada all’ingresso della quale vengono spinte a forza un numero impressionante di auto fino a che il traffico si blocca.
L’entità dell’attacco è stato di circa 6 volte la dose normale (dai 50gigabit al secondo per pochi minuti ai 300gigabit al secondo per una settimana a partire dal 19 marzo).
Se vi siete accorti che qualcosa non andava, navigando, ora sapete il perché.
Spamhaus ha [...]

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