La locazione a uso abitativo: quale contratto scegliere

Non esiste un unico tipo di contratto di locazione: varie sono le forme, i vincoli e i vantaggi per l’uno o per l’altro contraente.
Rimandandovi a un precedente articolo per quanto riguarda le domande pratiche sulla locazione, cerchiamo in questo articolo di orientarci nella scelta del contratto più conveniente e sui consigli di base per la firma dell’accordo.TIPOLOGIELe locazioni possono essere: A – a uso abitativo (il conduttore destina l’immobile a residenza); B – a uso transitorio (il conduttore destina l’immobile a temporanea dimora per fini di studio, lavoro);C – a uso studenti universitari;D – a uso non-abitativo (uso commerciale o d’impresa ).Prima di entrare nel dettaglio del contratto a uso abitativo, spendiamo due parole sui contratti a uso trasitorio. B – Locazione ad uso transitorio: - può essere stipulata solo in presenza di comprovate particolari situazioni in capo al locatore (es.
necessità personale, ecc.) o dell’inquilino (es.
contratto di lavoro a tempo determinato); - durata: minimo 1 mese, massimo 18 mesi non rinnovabili;- canone: concertato; - agevolazioni fiscali: nessuna.C – Locazione ad uso studenti universitari: - durata: minimo 6 massimo 36 mesi; - canone: fissato dall’accordo territoriale tra organizzazioni sindacali, Università e associazioni degli studenti;- agevolazioni fiscali per il proprietario: imposta di registro ridotta del 30%, Irpef sul 59,5% del canone annuo. A – Contratti a uso abitativoI contratti a uso abitativo [1] si distinguono in:- contratti liberi - contratti conformi (detti anche “contratti a canone convenzionato-sindacale”).- contratti a equo canone - contratti in deroga.Gli ultimi due tipi di contratti – anteriori alla riforma del 1998 [1] e mai espressamente abrogati – dovrebbero sparire in breve termine.1.
Il contratto libero o “a canone libero” è quello in cui le parti (proprietario e inquilino) stabiliscono liberamente l’ammontare del canone e le altre condizioni della locazione con l’unico obbligo di rispettare la durata minima di 4 anni più 4 di rinnovo automatico (il rinnovo dei successivi 4 anni non opera in alcuni casi tassativamente come il subentro del proprietario, vendita o integrale ristrutturazione dell’immobile, ecc.); 2.
Il contratto “a canone concordato” è quello con il corrispettivo stabilito in accordi territoriali stipulati tra le organizzazioni degli inquilini e quelle dei proprietari.
Ovviamente in questo tipo di contratto il canone è inferiore ai correnti prezzi di mercato, ma [...]

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